Cronaca Pratale / Via San Giovanni Bosco

Carcere Don Bosco: 18 nuovi agenti, resta il sovraffollamento

Dopo le polemiche scaturite in seguito all'evasione del gennaio scorso, una delegazione della Provincia di Pisa ha visitato l'istituto, notando una struttura fatiscente e la mancanza di elementi importanti per i detenuti

Diciotto unità in più, un primo passo verso superamento delle tensioni scaturite dopo l'ultima evasione, ma permane un contesto strutturale di sovraffollamento che rende estremamente disagevole e a tratti disumana la detenzione e l'attività lavorativa all'interno del carcere.

Si è svolta nei giorni scorsi la visita all'istituto di pena Don Bosco della delegazione della Provincia formata dal presidente Andrea Pieroni, dalla sua vice Alessandra Petreri, dall'assessore Silvia Pagnin e dal presidente della IVª commissione consiliare Massimiliano Casalini.
A ricevere gli amministratori provinciale il direttore pro tempore Francesco Frontirrè.

"Intendiamo ribadire la volontà di continuare ad offrire la nostra collaborazione ­- sottolinea il presidente Andrea Pieroni - raccogliendo da una parte le istanze di disagio e dall'altra per approfondire e confrontarci su quali potranno essere futuri progetti volti a favorire l'integrazione, il reinserimento dei detenuti e comunque cercare di sostenere quelle attività trattamentali a cui la detenzione dovrebbe costituzionalmente tendere, oltre a quelli già in atto".
"Nel visitare la sezione femminile - aggiunge la vice presidente Alessandra Petreri - la sezione giudiziaria e quella medica, oltre a renderci conto della fatiscenza della struttura e del sovraffollamento che sappiamo essere cronico, abbiamo preso coscienza di quanto siano importanti cose che possono sembrare banali, ma che invece per chi vive in uno stato di reclusione possono essere di importanza primaria, come dei televisori o una lavatrice a gettoni, per permettere a chi non ha familiari di farsi il bucato".
La Provincia ha confermato con questa visita l'interesse delle istituzioni locali a non abbassare i riflettori su una realtà così pesante per chi la vive. "Tra i vari interventi già messi in atto ­- precisa, l'assessore Silvia Pagnin - segnalo i percorsi lavorativi all'interno degli istituti, sostegno alla formazione scolastica, erogazione di borse lavoro e attivazione tirocini formativi, corsi di alfabetizzazione, interventi di mediazione linguistico culturale e attività di informazione rivolte ai detenuti stranieri sulla propria posizione giuridica e sui propri diritti".

Da segnare che a settembre sarà riproposta l'esperienza del progetto "gioco dentro" con l'assessorato allo sport della Provincia che ha visto impegnati detenuti, uomini e donne, in una serie di tornei sportivi in varie discipline.
Massimiliano Casalini ha infine ricordato come lo scorso anno "insieme alla Società della Salute di Pisa è stato possibile rimuovere i doppi vetri esterni a 38 celle del reparto giudiziario che impedivano una adeguata circolazione dell'aria e che nel periodo estivo rendevano invivibili le condizioni all'interno delle stesse".

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