Il Carro 'Celeste' di Populonia in mostra al Museo delle Antiche Navi

Il manufatto sarà esposto fino a domenica primo novembre, prima di essere trasferito definitivamente presso il Museo Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino

Ultimi due weekend per ammirare il Carro 'Celeste' di Populonia, presentato dal Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, Andrea Muzzi, al Museo delle Navi Antiche di Pisa: fino a domenica 1° novembre il prezioso ritrovamento sarà visibile negli spazi espositivi degli Arsenali medicei, nell’area attigua al bookshop, nei giorni di apertura del Museo.

Al termine di questo periodo il celebre Carro verrà trasferito nella sua sede definitiva, presso il Museo Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino. Il Carro 'Celeste' fu rinvenuto nell’area archeologica di San Cerbone a Populonia nel 1955. Allora venne ritrovata un’antica fossa dalla forma allungata, contenente lo scheletro di due cavalli, gli elementi metallici dei loro finimenti e un carro cerimoniale etrusco. La fossa fu convenzionalmente definita 'Fossa della Biga', perché come biga vennero interpretati i resti dagli scopritori.

Dopo una prima ipotesi di ricostruzione, presentata nella mostra 'A Cavallo del Tempo' (Palazzo Pitti, 2018), lo studio degli elementi metallici di rivestimento del carro è andato di pari passo con il loro recupero e l’accurato restauro. Mentre le parti in bronzo erano esposte presso il Museo di Piombino, gli elementi in ferro, danneggiati dall’alluvione del 1969, furono conservati nei depositi. Un attento esame dell’iconografia antica, ha portato a ricostruire la forma originaria del carro, appartenente a una tipologia che presenta caratteristiche proprie delle carrozze 'monoposto', definita anche 'celeste' proprio per il chiaro riferimento al mondo ultraterreno e all’ideologia del viaggio nell’Aldilà, come le raffigurazioni dei serpenti alati applicate alla sua fiancata suggeriscono.

Oggi, a più di mezzo secolo dalla scoperta, e dopo un capillare lavoro di studio e ricostruzione del contesto originale di provenienza basato sulla documentazione dell’epoca, curato da Andrea Camilli, è stato possibile comprendere come la fossa fosse in realtà un tumulo monumentale, andato distrutto. Al progetto di restauro ha partecipato un nutrito gruppo di specialisti: lo studio, la ricostruzione del carro, l’analisi iconografica e la ricollocazione degli elementi metallici è stata curata da Martino Maioli, il restauro degli elementi metallici è stato curato da Francesca Mancini e la ricostruzione degli elementi lignei ed il loro montaggio è stato eseguito dal laboratorio “Piumaccio d’Oro” di Firenze. La logistica è stata assicurata con il contributo del Trust Sostratos.

La presentazione del reperto archeologico al Museo delle Navi Antiche di Pisa, non è frutto di una casualità: gli edifici collegati al complesso museale, infatti, ospiteranno a breve la sede definitiva del Centro di Restauro del Legno Bagnato, polo di eccellenza e formazione professionale nell’ambito del restauro archeologico.

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