Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Celebrazioni del 2 Giugno, delusione Polizia Penitenziaria: "Non un grazie dal Prefetto"

Il corpo di polizia segnala una "distanza delle istituzioni" e ricorda le difficoltà in cui opera a Pisa

Delusione è stata espressa dal sindacato della Polizia Penitenziaria Osapp per la distanza avvertita dalle istituzioni, nel dettaglio dal Prefetto di Pisa Angela Pagliuca, durante le celebrazioni del 72° Anniversario della Repubblica Italiana. All'evento in Piazza dei Cavalieri, svoltosi il 2 giugno, c'era una folta rappresentanza del corpo di polizia, composta da 14 unità. Hanno ascoltato l'intervento del rappresentante del Governo, ma "durante il suo discorso abbiamo sentito ringraziamenti e parole di lode nei confronti di tutti - scrive il segretario provinciale Alessio Vetri - ma non abbiamo sentito una sola parola nei confronti della Polizia Penitenziaria".

La lettera pubblica scritta dal sindacato è un modo per ricordare le difficoltà del corpo: "Sono noti a tutti i problemi che affliggono il nostro Corpo di Polizia, in particolare a Pisa, che opera in condizioni di lavoro disastrose, tra soffitti che crollano, allagamenti, rivolte. Il suo predecessore, dopo svariate richieste ed una manifestazione pubblica unitamente alla Polizia di Stato, nel luglio scorso, ci ha convocati per approfondire le problematiche ormai note. Se le nostre condizioni magari non saranno note a Sua Eccellenza, di sicuro lo sono per i suoi collaboratori. Anche per l'anniversario della fondazione del nostro Corpo, tenutosi il 25 maggio, abbiamo sentito una forte distanza da parte delle istituzioni, data anche l'assenza di Sua Eccellenza; era invece presente il sindaco di Pisa, di ciò siamo molto contenti, anche se non ha mai risposto alle nostre missive che richiedevano un intervento ben più pregnante".

"A questo si aggiunga - scrive Vetri - la disinformazione che spesso fanno, speriamo per superficialità, gli organi di stampa, locali e nazionali, che dopo quasi 30 anni dalla riforma del nostro Corpo di Polizia (legge 395/1990), continua ad utilizzare termini come 'Guardie', 'Secondini' e dir si voglia. Per quanto sopra, non possiamo di certo nasconderle la delusione provata, dapprima come Agenti di Polizia Penitenziaria e poi come Organizzazione Sindacale, ma nonostante tutto continueremo sempre e comunque a svolgere il nostro dovere ed a fregiarci delle nostre gloriose insegne con onore, anche senza la dovuta considerazione. Ringraziando per il tempo dedicato e chiedendo venia per i toni, si coglie l'occasione per porgere distinti e cordiali ossequi".

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