Cronaca

Bassilichi chiude a Pisa e spiega: "Le risorse saranno spostate a Firenze"

Sulla chiusura del polo di Pisa l'azienda spiega che non c'è pericolo per l'occupazione: è in corso una fase di riconversione e nuovi investimenti per tutto il gruppo, con il piano industriale 2015-2018 che prevede una crescita consistente

Dopo che il patron Leonardo Bassilichi ha bollato come 'bufala' il pericolo di licenziamento per i 57 lavoratori del polo di Pisa l'azienda precisa la strategia che c'è dietro la scelta imprenditoriale. Essa non è altro che la diretta applicazione del Piano industriale per gli anni 2015-2018, piano approvato il 23 settembre scorso e presentato ai sindacati due giorni dopo, contenente importanti previsioni per la crescita del Gruppo Bassilichi e la contemporanea salvaguardia della stabilità occupazione per un totale di 2.168 lavoratori.

NUOVI MERCATI E INVESTIMENTI. Si legge nella nota diffusa dal Gruppo che l'azienda "ha riorganizzato i processi interni secondo la logica della razionalizzazione e della maggiore efficienza, con una focalizzazione sui servizi evoluti in ambito Payments e sui Servizi per il Business (Back office) che diventeranno le due principali aree dell'offerta. Il piano prevede altresì una totale innovazione dell'offerta, di tipo esogeno ed endogeno, che garantisca maggiore competitività e margini più elevati con l’individuazione di nuovi target (Merchants) e mercati da aggredire (GDO, Insurance, ecc)". Si parla di investimenti pari a "20 milioni di euro in media all'anno che comprendono acquisizioni strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi industriali".

LE CONSEGUENZE A PISA. Nel contesto italiano e internazionale il Piano industriale ha portato alla necessaria individuazione di "Poli strategici nei quali verranno convogliate e raggruppate sia le risorse sia i processi produttivi ed i Poli ritenuti più tattici in considerazione delle opportunità di mercato e delle esigenze dei Clienti".

Sarà quindi "stimolata una migrazione dei dipendenti verso i Poli ritenuti più strategici attraverso incentivi e benefit e favorendo anche, ove possibile, la modalità del telelavoro". Il tutto ovviamente "previo accordo sindacale e nel rispetto delle esigenze individuali". I dipendenti non rischiano il posto, poiché è "in questa ottica va letta la chiusura del Polo di Pisa ed il trasferimento delle relative risorse su Firenze".

Non un addio quello di Bassilichi alla città della Torre: "Sul territorio pisano Bassilichi continuerà ad essere presente attraverso Convenzioni con le Università che prevedano una collaborazione continuativa in tema di Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica".

SUI SINDACATI. L'allarme lanciato dai sindacati sui conti dell'azienda è per il Gruppo ingiustificato: "I risultati dei conti economici delle singole società controllate non sono indicativi dell'andamento economico del gruppo Bassilichi in quanto si riferiscono a fabbriche di servizi integrati all'interno di un processo produttivo che interessa tutto il Gruppo. Quindi, l'unico Bilancio a cui si può e si deve far riferimento, diversamente da quanto contestato dai sindacati, è quello consolidato".

Proprio dove le aspettative per i frutti della nuova riorganizzazione sono alte: "In base al Piano industriale 2015-2018 si stima che i Ricavi di Gruppo passeranno da 280 milioni di euro (previsione chiusura 2015) a 363 milioni nel 2018 e che l'EBITDA previsionale (margine operativo lordo ndr) passerà da 25.370 (anno 2015) a 47.670 (anno 2018)".

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