Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Cisanello

Il Cnr svela le 'geometrie pittoriche' di Jackson Pollock

Si chiama 'Alchemy' ed è una delle opere del pittore che ha rivoluzionato il mondo dell'arte nella seconda metà degli anni '40. Oggi quest'opera non ha più segreti grazie al Cnr che mette 'a nudo' le geometrie del quadro coperte dal colore

Con la sua tecnica del 'dripping', ovvero il colore sgocciolato su tela direttamente dai tubetti o dai contenitori e senza far uso del pennello, ha rivoluzionato il mondo dell’arte tra gli anni ‘45 e ‘50, dando così inizio a quella corrente artistica chiamata ‘Action Painting’. Oggi i segreti di una delle sue opere, 'Alchemy' (1947), sono stati svelati grazie al Visual Computing Laboratory dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa che, in collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure e con la Collezione Peggy Guggenheim, ha curato l'indagine diagnostica tridimensionale dell'opera. Utilizzando le tecnologie di scansione 3D e di elaborazione di modelli digitali tridimensionali, è stato possibile misurare, visualizzare, mappare e riprodurre con incredibile dettaglio l'opera di Jackson Pollock.

L'obiettivo dell'indagine è di tracciare una mappa tridimensionale ad alta risoluzione della geometria del quadro, da usarsi come documentazione metrica scientifica, adatta a misurare, studiare e analizzare la struttura materica del dipinto. I ricercatori dell’Isti-Cnr hanno scansionato l’opera in quattro ore raccogliendo ed elaborando un modello 3D di 80 milioni di triangoli con un dettaglio di risoluzione pari a 0.1 mm.

“La scansione in 3D è solo la prima fase della riproduzione tridimensionale dell’opera di Pollock – dice Roberto Scopigno direttore del laboratorio - perché una volta acquisiti i dati grezzi, è stato il nostro software a ricomporre l’immagine della tela”. Il software made in Cnr si chiama Meshlab: è destinato principalmente al settore dei beni culturali, è totalmente open source ed ha già ricevuto oltre un milione di download.

“Grazie alla riproduzione in 3D ed all’elaborazione dei dati di Alchemy - dice  Matteo Dellepiane ricercatore dell’Isti - si sono potute mettere a nudo geometrie pittoriche che erano 'coperte' dal colore, anche riproducendole e mappandole su una superficie che rende Alchemy percepibile in modo tattile dai visitatori”.

Le indagini scientifiche fondamentali per il restauro della tela e l’esperienza tattile dell’opera Alchemy sono fruibili nell’ambito della mostra 'Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all’interno della materia', aperta fino al 6 aprile a Venezia, presso la Collezione Guggenheim di cui il capolavoro fa parte.

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