Commercio: approvato il nuovo regolamento per le attività alimentari

Il via libera martedì in Consiglio Comunale. Confesercenti chiede di rivedere il divieto di vendita di alcolici dalle 1.30

Il Consiglio Comunale ha approvato nella seduta di ieri, 9 luglio, con 19 voti favorevoli e 6 contrari, il regolamento delle attività economiche del settore alimentare in alcune aree del centro storico. "Il regolamento - dichiara l’assessore al Commercio Paolo Pesciatini - va a superare la situazione precedente che, dal 2014, bloccava in centro storico le aperture di nuove attività economiche nel settore alimentare con delibere di Giunta reiterate nel tempo. Principio ispiratore è da un lato il riconoscimento legittimo della libertà di iniziativa economica e lo sviluppo della concorrenza, dall’altro la salvaguardia dell’interesse collettivo per il mantenimento del patrimonio storico, ambientale, culturale, la quiete pubblica, quali beni irrinunciabili per la vocazione culturale e turistica della nostra città".

Cosa prevede nel dettaglio il nuovo regolamento

Il regolamento stabilisce requisiti di qualità e regole in base alle quali sia possibile aprire, trasferire, ampliare o modificare strutturalmente gli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, e di tutte le attività economiche per le quali è previsto il consumo immediato dei prodotti sul posto, ovvero esercizi di vicinato alimentare, attività artigianali alimentari e le attività imprenditoriali agricole alimentari. Amplia inoltre anche le aree nel centro storico soggette a limitazioni.

Divieto di vendere alcolici dalle 1.30

L'articolo 9 del regolamento prevede in particolare di vietare la somministrazione di alcolici a partire dalle 1 di notte dalla domenica al giovedì e dalle 1,30 il venerdì e il sabato. Un aspetto che era già stato criticato da Confcommercio Pisa e su cui arrivano le critiche anche da Confesercenti Toscana Nord. 

"L'assessore conosce bene - spiega il presidente area pisana Luigi Micheletti - le nostre perplessità sulla 'legittimità' dell'atto e sulle stringenti limitazione alla libertà di impresa, ormai sancita dalle leggi dello Stato e dalle ripetute risoluzioni del Garante della Concorrenza e del Mercato. Le dimostrazioni di sfiducia e di contestazione che ci pervengono dalla categoria, dimostrano, purtroppo, come da parte degli imprenditori certe limitazioni, inserite 'bruscamente' in una realtà ventennale di completa e incontrollata liberalizzazione risultino inaccettabili perchè ritenute a giusta ragione dannose nell'economia gestionale delle aziende".

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"A nostro modesto parere la modifica degli orari di divieto di somministrazione delle bevande alcoliche - insiste Micheletti - può essere riservata solo al sindaco e solo in particolari casi che non ci pare riguardino la nostra realtà. In pratica il provvedimento dovrebbe riguardare aree particolarmente a rischio per l'ordine pubblico e per un periodo ben definito. Senza dimenticare che nel nuovo regolamento non sono considerate aree di pertinenza, quindi equiparate al locale le occupazioni di suolo pubblico regolarmente concesse. Chiediamo una approfondita riflessione sul contenuto dell'articolo 9 (quello degli orari) che secondo noi, per lanciare un segnale di apertura verso gli imprenditori, dovrebbe in questa prima fase limitare il divieto di somministrare alcolici di ogni gradazione e natura dalle ore 2 dalla domenica al giovedì compreso e dalle 3 del venerdì e del sabato".

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