Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Molestie nelle università e negli enti di ricerca: convegno a Pisa

Si terrà il 20 e 21 settembre ai Vecchi Macelli l'appuntamento annuale #Wetooinscience dell'Associazione Italiana Donne e Scienza

Nel condividere le istanze dei movimenti #Metoo e #Sciencetoo, l’Associazione Italiana Donne e Scienza organizza i prossimi 20 e 21 settembre a Pisa (ai Vecchi Macelli) il convegno annuale #Wetooinscience, attorno a un tema di grande attualità come le molestie. Molestie di genere, il più delle volte messe in atto da uomini nei confronti di donne, nei luoghi di studio e lavoro propri: università e negli enti di ricerca.

"Un’occasione per confrontarsi - scrive l'organizzazione - e in prospettiva un invito a rompere il muro di silenzio sugli abusi e a mettere in atto azioni di prevenzione e contrasto, in quei luoghi che, per missione istituzionale, dovrebbero garantire parità di genere".

Il convegno, ospitato dall’Università di Pisa e organizzato in collaborazione con la European Platform of Women Scientists (EPWS), ha raccolto numerose adesioni e contributi di relatrici da tutta Europa, non solo dall'Italia quindi ma anche da Germania, Regno Unito, Francia, Repubblica Ceca, Olanda, Serbia e Armenia. "Ci si interrogherà - prosegue l'associazione - sulle possibili soluzioni al problema e su come prevenirlo. La prima sessione infatti fornirà una fotografia della situazione attuale in Europa, la seconda si focalizzerà sulle diverse soluzioni adottate per fronteggiare la questione, la terza sulle azioni di prevenzione da intraprendere affinché possa essere progressivamente superata. Che fare? Un mix di azioni dirette, piccole e grandi, quali momenti di diffusione e discussione per una consapevolezza nuova fino a precisi protocolli da seguire per prevenire o sanzionare".

In particolare riguardo all'ambito scientifico e di ricerca, nel rapporto 'Sexual harassment of women - Climate, Culture, and Consequences in Academic Sciences, Engineering, and Medicine' presentato in giugno a Washington DC (USA), Sheila Widnall, astronauta e docente al Massachusetts Institute of Technology di Boston ha dichiarato che "l'elemento forse più innovativo del rapporto sta proprio nell'invito a considerare le molestie sessuali alla stregua della cattiva condotta scientifica, vale a dire come un elemento che possa penalizzare la qualità del lavoro di ricerca o la selezione di un candidato". Il rapporto  sollecita quindi istituti di ricerca e università a considerare le molestie sessuali alla stregua del plagio e della falsificazione dei dati. Lo studio americano conferma un fenomeno trasversale e diffuso anche in Europa, dove a maggiori livelli di istruzione e di emancipazione economica corrisponde sì una più alta probabilità per le donne di uscire da situazioni di violenza domestica, ma allo stesso tempo una maggiore esposizione a molestie e ricatti sul lavoro.

"Nel nostro convegno - conclude l’Associazione Italiana Donne e Scienza - intendiamo compiere un primo passo verso la quantificazione, la presa di coscienza e l’attivazione di meccanismi, soprattutto sociali che possono contrastare fenomeni di molestie, e di violenza in genere, che si manifestano anche in ambito scientifico ed accademico. E’ necessario porre finalmente termine, per le donne, a queste sofferenze, emarginazioni e discriminazioni che nelle loro estreme conseguenze possono portare fino al femminicidio".

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