Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Commercio in lutto: se ne va Gisberto Moisè, storico pizzaiolo pisano

Iniziò con il castagnaccio, poi la pizzeria, situata in viale Bonaini. Al di sopra di tutto un amore sconfinato per Pisa. Il ricordo da parte della nipote Marzia

Pisa piange un altro dei pilastri della sua storia commerciale e del suo tessuto sociale. Dopo il cordoglio per la scomparsa di Roberto Salvini, storico proprietario dell'omonimo bar-chalet situato all'inizio del Viale delle Piagge, la città saluta per l'ultima volta un altro gigante della ristorazione 'di un tempo': Gisberto Moisè, per decenni protagonista in centro con il suo castagnaccio e la pizza, servita nel locale Pizzeria da Moisè in Viale Bonaini. Il suo ricordo, affettuoso e commosso, è affidato alla lettera della nipote Marzia. A lei e a tutta la famiglia vanno le condoglianze della redazione.

"Durante la guerra Gisberto veniva a Pisa da Altopascio (Lucca) in bicicletta tutte le mattine e apriva la bottega (così la chiamava) che era situata in Via Sant’Anna e faceva il castagnaccio. Da Altopascio, località Chimenti, provenivano tutti i pizzaioli pisani: Montino, Nando, Ghimenti. Dopo la fine della guerra con la mamma Iolanda, il babbo Tito e la sorella Armida aprirono un locale 'sulla barriera' (come diceva lui): veniva chiamata così la zona della stazione".

Il ricordo di Marzia prosegue: "'Ai suoi tempi' tutti erano amici, si confrontavano sui prezzi da tenere e sulle giornate di chiusura dell’attività perché Pisa non poteva avere nessuna pizzeria chiusa, al pisano la pizza doveva esser garantita. La sua Pisa, nella quale ha partecipato tanto e attivamente anche con il calcio e con la scuderia di cavalli. Già: il calcio di altri tempi, dell’amico Anconetani, di Gerbi e Posarelli. Una città ricca di persone che amavano il proprio lavoro e ogni giorno costantemente con dedizione e lealtà hanno portato avanti il proprio mestiere, come nonno Gisberto".

"Tante generazioni sono passate a prendere un quartino al volo con un bicchiere di spuma e anche i figli Pierangelo, Michela e Brunero hanno lavorato per diversi anni al suo fianco (quest’ultimo la gestisce attualmente)". Una vita intera spesa al servizio dei clienti, insieme alla compagna: "La moglie Marida è sempre stata presente, in tutto. Ed era l’unica a cui 'permetteva' di preparare la cecina. C’era sempre un sorriso per chi entrava, uno scambio di battute e se stava sfornando la cecina non mancava di offrirne un pezzo al volo al cliente per sapere il suo parere". "Negli ultimi anni veniva di rado perchè l’età stava avanzando ma i suoi pensieri erano sempre per quella pizzeria che gli ha permesso di crescere nel lavoro, umanamente e gli ha regalato grandi soddisfazioni. Tanti i clienti che con gli anni sono diventati amici: spesso leggendo un ordine sapeva per chi fossero le pizze, ormai erano tutti di famiglia".

Il saluto finale: "A tutti questi amici Gisberto direbbe 'Grazie', per essersi fidati di lui e avergli permesso di preparargli la pizza per tanti tanti e tanti anni. E ovviamente vi saluta da dietro al bancone, davanti al forno a legna con grembiule e cappello!".

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