Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Debiti Bulgarella: imposte non pagate per 5 milioni, protesta in Comune

Oltre al caso fidejussioni il Gruppo Bulgarella deve 5 milioni alle casse di Palazzo Gambacorti per pagamenti su Ici, Imu, Tari, imposta di soggiorno ed oneri di urbanizzazione. Ciò nel periodo 2007-2013, possibile che aumentino ancora per il 2014-2015

Un momento della protesta dal video dei comitati

Aumentano i crediti riconosciuti dalla Sepi nei confronti del Gruppo Bulgarella. A seguito del question time promosso ieri in consiglio comunale da 'Una Città in Comune-Rifondazione Comunista' l'assessore Serfogli ha spiegato che le varie società dell'imprenditore devono al Comune di Pisa 5 milioni di euro, maturati negli anni 2007-2013.

Circa 4,2 milioni per Ici e Imu, più 800mila euro fra Tari, imposta di soggiorno ed oneri di urbanizzazione. "Una sistematica dilazione dei pagamenti delle somme dovute - afferma Ucic-Prc - che con tutta probabilità saliranno ulteriormente quando si verificheranno le ulteriori due annualità 2014-2015. Come è stato possibile ignorarlo fino ad oggi? L’amministrazione ha detto di aver fatto questi accertamenti prima del nostro atto ispettivo: perché allora questi ammanchi non sono stati resi noti prima?".

Affrontando il problema delle fidejussioni non valide e dei debiti, tramite il direttore generale della Sepi Paolo Grossi, l'amministrazione aveva comunicato martedì scorso che gli accertamenti sono partiti circa 2 anni fa, con in corso le procedure per il recupero. Un impegno che però non basta per il gruppo consiliare: "Riteniamo gravissimo che ancora una volta si confermi che questa amministrazione è forte coi deboli e debole coi forti. Non è possibile che mentre si è inflessibili con i cittadini in difficoltà e colpiti dalla crisi e che non riescono a sostenere spese come l'affitto e le bollette, si concede la possibilità di accumulare tali debiti da imprese che devono realizzare opere tanto importanti e impattanti nella nostra città".

A manifestare il proprio disappunto sono stati anche alcuni esponenti dei comitati di quartiere presenti in consiglio comunale, che hanno interrotto per breve tempi i lavori dell'aula con un loro intervento. Una contestazione diretta all'amministrazione e al sindaco: "Chi non paga le case popolari lo sfrattate - hanno affermato controllati a vista dalla Polizia Municipale - alle famiglie che non pagano l'affitto mandate la Sepi e non gli fate mangiare i figli a scuola, e qui c'è un imprenditore che deve 5 milioni di euro. A Sant'Ermete se non pagano l'affitto per case che non sono a norma li mandate via. Poi vi chiedete perché la gente si allontana della politica, parliamo di questi soldi, recuperiamoli subito!". 

"Pretendiamo - conclude Ucic-Prc - che l'amministrazione faccia ricorso a tutti gli strumenti in suo possesso per rivalersi al fine di riscuotere questi crediti, per destinarli a tutte quelle opere e quei servizi che servono alla città e ai cittadini maggiormente in difficoltà".

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