Decoro, Confcommercio: "Stop al degrado al Palazzo della Provincia"

Per l'associazione la situazione in Piazza Vittorio è "una ferita che dura da troppo tempo. Intervenga il sindaco"

"Degrado, sporcizia, spaccio, latrina e chissà cos'altro. E talvolta ritrovo per disperati. Non stiamo parlando dell'ultimo recesso di periferia, ma di uno dei palazzi più importanti nel cuore di Pisa". Affronta il problema dello stato dei luoghi intorno al palazzo della Provincia, in piazza Vittorio Emanuele II, Confcommercio Pisa. L'associazione denuncia come l'area nel quartiere stazione sia "un vero e proprio cantiere, messo su da mesi, al quale non lavora nessuno da tempo. Come se fosse abbandonato lì, senza che nessuno se ne occupi, a parte i discutibili frequentatori. Un mostro all'incuria e al degrado issato in mezzo ad una piazza bella e riqualificata costellata di attività e locali importanti".

Difficile ricavare nuove informazioni: "Il cartello segnaletico della concessione edilizia - prosegue Confcommercio - non offre ulteriori indicazioni se non che il termine previsto per il completamento del ponteggio è scaduto lo scorso 30 settembre. Altre tipologie di lavoro non sono evidenziate e questo fatto genera più di una preoccupazione per gli imprenditori ma anche per semplici cittadini, costretti a convivere con una simile bruttura per chissà quanto tempo ancora".

Parla di "una ferita nel centro della città" il direttore Federico Pieragnoli, "un segno tangibile dell'incuria e dell'inefficienza di regione e provincia, per le quali questo edificio, una volta ingabbiato ben bene, sembra non interessare più". "Pisa merita rispetto - continua - è mai possibile issare un ponteggio in una piazza centralissima della città, e lasciarlo così per mesi come se niente fosse, senza che nessuno ci lavori e senza previsioni di iniziare a farlo? Informino la città, dicano per quanto tempo ancora questo palazzo sarà prigioniero dell'attuale cantiere, più simile a un ghetto che ad un luogo di lavoro. Qualcosa dovrà essere fatto, e presto, perché la situazione sta diventando intollerabile e non solo sotto il profilo estetico e di decoro".

Confcommercio si rivolge infine al sindaco Conti: "Se regione e provincia non si danno tempestivamente una mossa, credo che il sindaco abbia la facoltà e tutti i necessari strumenti normativi per costringere la proprietà alla ristrutturazione del palazzo, alla rimozione del cantiere, e in definitiva al ripristino di una situazione di decoro. Non siamo solo noi a chiederlo, ma una intera città".

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