San Ranieri, notte d'inferno per la movida: "Scorrerie fino all'alba"

Il gruppo Vendesi Vettovaglie denuncia i disagi vissuti dai residenti nella notte di San Ranieri, nonostante le normative anti-Covid vigenti

Immagine di archivio

"Calci contro le serrande e i portoni delle abitazioni, grida costanti per tutta la notte, soggetti in preda ai fumi dell'alcol", e ancora "musica a tutto volume (l'ultima cassa si è spenta alle 2.25!), cori da stadio, portoni usati come vespasiani, strade trasformate in bagni pubblici per ogni genere di bisogno fisiologico". E' quanto accaduto in Borgo Stretto e zona Vettovaglie durante la notte di San Ranieri appena trascorsa, secondo la denuncia del gruppo Vendesi Vettovaglie, l'insieme di esercenti e residenti locali che da tempo chiede controlli più stringenti in materia di malamovida

La nota del gruppo non usa mezzi termini: "Ringraziamo il Comune, il Prefetto e il Questore per aver abbandonato i cittadini ad una serata infernale di Malamovida come quelle di un tempo. Anzi: peggiore. Abbiamo amaramente ri-assaggiato le nottate pre-Covid. Questa doveva essere una serata in cui dimostrare un diverso approccio, garantendo controlli adeguati in ragione del più che prevedibile significativo afflusso di utenti. Ma nulla è stato programmato. Tutto è lasciato in balia del caso e i cittadini hanno trascorso la notte nel caos. Chiediamo da anni che, almeno il venerdì e il sabato e in queste serate particolari, nelle strade siano presenti, a partire dalle ore 23 e fino alle 3, le forze dell'ordine e vigili urbani, con precise direttive di intervenire in occasione di comportamenti che ledono la quiete e salute pubblica".

Movida: nuova ordinanza

Insiste Vendesi Vettovaglie: "Del divieto di assembramenti neanche parliamo: è una presa in giro. Degli stewards neanche l'ombra: non pervenuti. Anche il divieto di vendita di alcolici si è rivelato fuffa: è sufficiente considerare il numero degli ubriachi già alle ore 23.30 (non seduti ai tavolini, evidentemente, ma con birre e cocktail in mano). Nessun vigile della Polizia Municipale agli ingressi di Vettovaglie; nessun controllo dinamico. Dubitiamo in realtà che ci fosse qualcuno a controllare. La nottata di San Ranieri ci ricorda che nulla è cambiato: questa è e rimane terra di nessuno (lo diciamo da almeno due anni, con forza; ma l'indifferenza delle istituzioni è dominante)".

I residenti non risparmiano nessuno: "Le associazioni di categoria hanno ancora il coraggio di pretendere orari più ampi e di rivedere quelle poche regole, insufficienti, che il Comune è riuscito a stabilire. L'invito per trascorrere insieme con i molti residenti le notti di malamovida è sempre valido per i rappresentanti di queste associazioni. E lo è anche per il Sindaco, l'intera Giunta, Prefetto e Questore. La verità è che non hanno la benché minima idea della reale situazione: l'atteggiamento di fondo rimane quello della minimizzazione ("i ragazzi si divertono"), se non dell'indifferenza, che sovente nasconde precise scelte di campo in favore soltanto degli interessi commerciali (molto consistenti!) della Terra di nessuno". 

"La verità è questa: o non si è capaci di gestire il fenomeno, e allora c'è negligenza, o non si vuole gestire il fenomeno e, allora, c'è una scelta di opportunità. La terra di nessuno è economicamente conveniente" conclude il gruppo. 

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