Dpcm, chiusura dei circoli: "Scelta sbagliata, si cambi direzione"

I sindaco di Calci e San Giuliano Terme si attivano per chiedere una modifica al Governo ed alla Regione

La chiusura dei circoli ricreativi, presidio molto presente in provincia di Pisa ed in Toscana, con una misura quindi più restrittiva rispetto bar e ristoranti, trova critiche presso i sindaci, fra cui quelli di Calci e San Giuliano Terme, contrari agli spazi sociali vuoti fino al 24 novembre. 

Il primo cittadino di Calci, Massimiliano Ghimenti, scrive che "la chiusura è una stupidaggine". "Chi mi conosce - prosegue su Facebook - sa che il caffè al circolo, due chiacchiere e la consueta partita a 'briscola e tre sette' sono un rituale momento di stacco che provo a ritagliarmi tra gli impegni della mattina e del pomeriggio. Come per me (anche di più) per molte altre persone, questo momento, all'Arci, Acli, Endas e in qualsiasi altro circolo di ogni ricreativo privato etc, rappresenta una importantissima occasione di socialità, condivisione e svago. Un dato di fatto storico specialmente in Toscana. Pur sapendo della chiusura, che ritengo insensata, anche oggi sono voluto passare dal circolo che frequento abitualmente per chiedere pubblicamente che questa disposizione/interpretazione assurda venga rivista. Infine rinnovo l'appello che ho lanciato lunedì affinché il Governo con celerità aiuti le attività economiche chiuse e quelle costrette ad osservare orari ridotti. Contestualmente invito coloro che hanno possibilità economica a sostenere queste attività e le nostre botteghe di vicinato. Si tratta di piccole attenzioni che possono però fare la differenza!".

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Il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio: "La notizia ci lascia perplessi e ci preoccupa, soprattutto perché i circoli sono spesso baluardi di socialità, luoghi di incontro in cui le persone che vivono nella solitudine possono trovare conforto, una mano che è sempre tesa verso l’aiuto reciproco e l’ascolto dei problemi. Siamo perfettamente consapevoli dell’emergenza sanitaria in corso, indubbiamente complessa e senza precedenti nel nostro Paese, ma sappiamo che per molti centri e frazioni i circoli rappresentano l’unico luogo che offre servizi alla comunità. Resta inteso che le attività debbano rimanere sospese nel rispetto del dpcm, il senso della nostra proposta è evitare che debbano chiudere completamente: anche se per un semplice caffè, è importante che i circoli restino aperti per contribuire a ridurre (almeno) il distanziamento sociale tra le persone. Oggi stesso invierò una lettera al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani affinché si faccia carico della questione e diventi interlocutore diretto con il governo per prevedere per i circoli le stesse condizioni di apertura dei bar e includerli fra le attività bisognose di aiuto e di ristoro".

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