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Cronaca

Coronavirus, trend positivo a Pisa: "Avanti con vaccini e riaperture calibrate"

Il direttore dell'Unità operativa di Malattie Infettive Francesco Menichetti fa il punto sull'andamento dei contagi in provincia: "Quadro meno preoccupante, ma non cantiamo vittoria"

"Partiamo da un presupposto chiaro e inattaccabile: la battaglia non è ancora vinta. E passerà ancora molto tempo prima di poter gridare alla vittoria. Il cammino che stiamo seguendo però è quello giusto e il sentiero è tracciato": Francesco Menichetti, direttore dell'Unità operativa di Malattia infettive dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana, descrive così un quadro generale dell'epidemia da Coronavirus sul territorio pisano decisamente migliore rispetto al picco di ricoveri e contagi registrato lo scorso aprile, ma ancora lontano dalla possibilità di un rilassamento.

"L'ospedale Cisanello al momento ospita 50 persone ricoverate in reparti Covid, sia ordinari che di terapia intensiva - prosegue Menichetti - un numero molto ridotto rispetto a quelli registrato un mese fa o nel corso della seconda ondata di ottobre e novembre 2020. Il calo dei posti occupati prosegue, anche se la discesa non è verticale come quella notata al termine della prima ondata, esattamente un anno fa". Questa valutazione apre le porte a una riflessione più generale sull'andamento dell'epidemia all'interno della regione: "Il virus continua a circolare. Basti pensare agli oltre 237mila toscani contagiati da inizio emergenza e alle oltre 6500 persone che purtroppo sono state sconfitte dalla malattia - spiega il professore - nel corso dei mesi non siamo mai arrivati all'azzeramento dei contagi, e di conseguenza la diffusione del virus è proseguita, seppur in modo molto rallentato nei mesi più caldi. Ecco spiegato il motivo per il quale registriamo ancora oggi circa 14mila positivi".

Il trend positivo comunque c'è, e si va rafforzando di giorno in giorno, "anche grazie al sostegno della bella stagione. Con l'esperienza di oltre un anno sulle spalle possiamo affermare che stiamo andando verso un periodo nel quale i rischi sono minori" sottolinea Francesco Menichetti. "Proprio per questo motivo dobbiamo insistere sulla vaccinazione a tappeto, che sta iniziando a portare i suoi frutti in termini di riduzione dei contagi, dei ricoveri e dei decessi. La Toscana, in questo senso, ha recuperato gran parte del ritardo accumulato nelle prime settimane della campagna. Attualmente più del 30% dei residenti ha ricevuto almeno la prima dose: un dato che reputo molto buono". C'è però una criticità, secondo Menichetti, in relazione all'immunizzazione delle persone: "Riguarda la fascia degli over 70, in cui quasi il 25% di individui non ha ancora ricevuto neppure la prima dose. Bisogna accelerare in questa fascia, perché attualmente è quella più colpita da contagi e ospedalizzazione. Gli over 90 e gli over 80, invece, sono stati messi praticamente tutti in sicurezza".

Sempre riguardo alla campagna di vaccinazione, Menichetti evidenzia un altro dato che testimonia la buona risposta della cittadinanza: "La Toscana ha somministrato oltre il 91% delle dosi ricevute. Un'ottima copertura. Fra i vaccini inoculati, dietro al Pfizer che la fa da padrone, c'è un bel 30% di somministrazioni di Astrazeneca. Alla luce della pesante discussione scaturita attorno a questo vaccino, credo che questa percentuale sia sintomatica della grande fiducia della popolazione toscana nei confronti della medicina".

"In oltre un anno di battaglia dura contro questo nemico - conclude il professor Menichetti - abbiamo capito che i pericoli maggiori sono al chiuso e là dove c'è una maggiore densità di popolazione e, quindi, di occasioni di interscambi sociali. Osservando la mappa della regione, infatti, si scopre che i numeri più alti di contagi e decessi si sono concentrati nel triangolo compreso tra la Toscana nord ovest, la Valdera-Val d'Arno e la zona fiorentina. Con la bella stagione però trascorreremo più tempo all'aria aperta e di conseguenza anche i rischi diminuiscono". Ma il direttore di Malattie infettive lancia un 'altolà' a chi pensa a un improbabile 'liberi tutti': "La mascherina e il distanziamento rimangono le armi fondamentali, insieme al vaccino, nella nostra lotta. Nulla vieta però di proseguire sulla strada delle riaperture. Apprezzo molto la linea di prudente progressività portata avanti dal Governo: dai dati in nostro possesso, le riaperture avviate dal 26 aprile non hanno provocato rimbalzi verso l'alto degli indicatori dell'emergenza. E' giusto proseguire su questo percorso con attenzione e fiducia".

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