Inquinamento da plastica: Greenpeace di fronte alla Pam per sensibilizzare i consumatori

Diciotto le città toccate dall'iniziativa in occasione del Global Refill Day. A Pisa i volontari si sono ritrovati di fronte al supermercato di via San Lorenzo

C'è anche Pisa tra le città in cui si sono svolte ieri, 6 novembre, iniziative legate al Global Refill Day, la giornata internazionale promossa da Greenpeace in tutto il mondo per sensibilizzare i cittadini sulle alternative agli imballaggi in plastica monouso. I volontari dell'organizzazione non governativa si sono infatti recati davanti ai supermercati di 18 città invitando i consumatori a disfarsi del packaging eccessivo e a utilizzare contenitori riutilizzabili per gli acquisti quotidiani. A Pisa l'iniziativa si è svolta davanti al supermercato Pam in via San Lorenzo dove gli attivisti hanno raccolto la plastica degli imballaggi man mano che i consumatori uscivano dal supermercato per mostrare la montagna di rifiuti in plastica che si viene a creare.

"I supermercati - dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace - sono dei grandi distributori di plastica usa e getta, molto spesso eccessiva e superflua, soprattutto a causa della dipendenza delle grandi multinazionali da grandi quantità di imballaggi per confezionare i loro prodotti. È necessario che le multinazionali invertano subito la rotta, riducendo la produzione e investendo in soluzioni basate sullo sfuso e sulla ricarica che non prevedano il ricorso a imballaggi monouso, per evitare che la Terra si trasformi in un pianeta di plastica. Riteniamo che tassare la plastica sia sicuramente giusto, e con tale provvedimento il governo finalmente prende atto che questo materiale è problematico per l’ambiente: quindi, il suo uso va disincentivato. La tassazione dovrebbe essere accompagnata però da una serie di sgravi e incentivi per il ricorso ad alternative a basso impatto ambientale come lo sfuso o i sistemi basati sulla ricarica e il riutilizzo dei contenitori".

"Secondo stime recenti - spiegano gli attivisti di Greenpeace - la produzione di plastica aumenterà del 40% nei prossimi dieci anni e sarà responsabile del 20% del consumo mondiale di petrolio, aggravando ulteriormente l’emergenza climatica planetaria. Proprio per spingere chi immette sul mercato globale le più grandi quantità di plastica usa e getta, Greenpeace ha da tempo lanciato una petizione, sottoscritta da più di cinque milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi come Nestlé, Unilever, Coca-Cola, PepsiCo, Ferrero, San Benedetto e Danone di ridurre subito la produzione e investire in sistemi di consegna alternativi che non prevedano il ricorso a contenitori e imballaggi in plastica e altri materiali monouso".

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