Cronaca

A lezione dai Parà della Folgore: via la cravatta ai grandi manager

La Brigata ha organizzato un corso rivolto a imprenditori che affrontano situazioni impervie per imparare a gestire lo stress. In cattedra anche l'ufficiale Albamonte rimasto invalido nel 2011 dopo il pacco-bomba recapitato alla caserma di Livorno

(foto d'archivio)

A lezione di leadership dai parà della Folgore, perché coraggio e spirito di gruppo sono ingredienti essenziali per i manager di successo. Per questo da alcuni mesi la Brigata mette a loro disposizione le competenze dei suoi uomini migliori in autentici corsi di formazione richiesti da imprenditori e top manager provenienti da tutta Italia. Full immersion dove i 'colletti bianchi' si svestono di giacca e cravatta per indossare la mimetica e lanciarsi nel vuoto o sopravvivere nel fango dei campi di addestramento. Iniziato con gli industriali livornesi, i corsi sono proseguiti nei giorni scorsi rivolti a un gruppo di imprenditori lombardi associati a Confindustria di Monza e Brianza che per tre giorni sono stati ospiti dei parà del centro di addestramento paracadutisti di Pisa. Undici in tutto, tra loro una sola donna, che hanno dormito in branda in caserma la prima sera e in tenda la seconda a Valle Ugione, sulle colline livornesi, misurandosi con il coraggio (e la paura) ma anche gli imprevisti di un ambiente ostile.

"L'organizzazione è tutto - spiega il colonnello Aldo Mezzalana, comandante del centro addestramento paracadutismo di Pisa - e in azienda o nella vita militare è quello che fa la differenza. Avere chiaro l'obiettivo della missione che si svolge. I nostri corsi insegnano questo ai manager che li frequentano". 'Train the trainer' è il titolo di questa iniziativa, che più o meno significa allenarsi a essere leader: "la motivazione - ha detto il colonnello Marco Becherini, capo di stato maggiore della Folgore, ai manager-corsisti - è un effetto dell'addestramento e della disciplina. Ma anche la gerarchia è fondamentale: se il mio comandante è il presidente dell'azienda, io sono una specie di amministratore delegato. Il nostro core business è andare a combattere, il vostro è fare profitti, ma entrambi non possiamo fare a meno dell'organizzazione. Perché ci dà motivazioni e credibilità". Infine, lo spirito di gruppo: per questo alla 'Gamerra' di Pisa è salito in cattedra anche Alessandro Albamonte, l'ufficiale della Folgore rimasto invalido nel 2011 dopo il pacco-bomba recapitato dalla Fai alla caserma 'Ruspoli' di Livorno e per l'esplosione del quale ha perso alcune dita delle mani e un occhio. Era uno dei soldati più promettenti della Brigata, l'Esercito non lo ha congedato e gli ha restituito la divisa dopo 21 mesi di convalescenza, anche se lo ha tolto da incarichi operativi. "Il mio gruppo mi ha salvato - ha detto agli imprenditori - e ha saputo ritagliarmi un ruolo altrettanto essenziale. Oggi, insieme ai docenti della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, insegno ai diplomatici a riconoscere i pericoli nascosti di certe missioni internazionali. La lezione è semplice: nessuno può farcela da solo".

A fine mese la caserma 'Gamerra' di Pisa, sede del centro di addestramento dei paracadutisti della Folgore, ospiterà un altro corso di formazione rivolto a manager e imprenditori del Nord Est, associati a Confindustria Verona. Durerà tre giorni e si snoderà in diverse sessioni, sulle quali però la Brigata preferisce non sbilanciarsi perché, spiega il maggiore Marco Amoriello, responsabile dell'ufficio stampa della Folgore, ''l'effetto sorpresa è decisivo per i corsisti per raggiungere l'obiettivo finale''. ''E' il nostro modo di fare sistema - sottolinea Amoriello - e di aiutare le imprese italiane a contrastare la crisi e sostenerle nella competitività internazionale. Le nostre attività sono mirate alla gestione dello stress e alle dinamiche del gruppo. Servono a motivare e a incentivare la leadership''. Ai corsi della Folgore (il prossimo sarà il terzo dopo quelli rivolti agli industriali di Livorno e di Monza e Brianza) partecipano uomini e donne senza alcuna preclusione. ''Sono rivolti al mondo del lavoro - precisa l'ufficiale - e dunque partecipano coloro che nelle aziende stanno nelle posizioni di vertice, ci sono anche donne quindi e secondo me sono più motivate e determinate degli uomini nella ricerca del raggiungimento dell'obiettivo''. Oggi la Folgore aprirà le porte delle proprie caserme a Livorno, infine, per un corso rivolto ai giornalisti inviati in zone di guerra: ''Parteciperanno gli aderenti al corso intitolato a Maria Grazia Cutuli - conclude Amoriello - e cercheremo di trasferire loro la nostra esperienza nel muoversi in ambienti ostili''.
 

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