Cronaca Centro Storico / Piazza Francesco Domenico Guerrazzi

Studenti in piazza: venerdì giornata di protesta contro la riforma della scuola

Gli studenti si ritroveranno, in concomitanza con una mobilitazione nazionale, alle 8.30 in Piazza Guerrazzi. A lanciare la manifestazione Officina-Unione degli Studenti e Sinistra Per… Critiche anche al nuovo Isee

Anche a Pisa, domani 9 ottobre, con ritrovo alle 8.30 in Piazza Guerrazzi, in concomitanza con la mobilitazione nazionale, gli studenti sfileranno per le vie della città per manifestare il proprio dissenso alla Riforma della Scuola. Sono Officina-Unione degli Studenti e Sinistra Per… a lanciare la protesta.

"Con la cosiddetta 'Buona scuola', con cui il ministro Giannini imbocca malcelatamente la strada già spianata dalle colleghe Moratti e Gelmini, si raggiunge la completa ufficializzazione della privatizzazione dei saperi e del sistema scolastico nella sua totalità, con ulteriori definanziamenti statali e con il prepotente ingresso di aziende e privati nel mondo e nei luoghi della formazione - affermano gli studenti - con la triplice azione di Sblocca Italia, Jobs Act e Buona Scuola abbiamo subito negli ultimi mesi un attacco trasversale alla nostra esistenza: viviamo oggi in una società escludente, strutturalmente costruita sulla precarietà, sul ricatto, sul saccheggio indiscriminato delle risorse pubbliche e sulla dequalificazione dei percorsi formativi. Ed escludente è anche la riforma dell’ISEE: a subirla saranno soprattutto i moltissimi studenti universitari che improvvisamente perderanno borse di studio e alloggi essendo saliti di fascia, più ricchi per lo Stato, più poveri nei fatti".

"Il mondo universitario - proseguono - si troverà inoltre a fare i conti a breve con una Buona Università che cercherà probabilmente, in continuità con la riforma della scuola, di apportare lo stesso tipo di dannosissime modifiche. Per queste ragioni crediamo sia fondamentale mobilitarsi fin da subito, a partire dalle scuole e dalle università ma in un’ottica che guardi all'intera società, coinvolta nella sua totalità da un progetto disastroso". "Vogliamo potere dunque, ma inteso come verbo e non come sostantivo - concludono - poter studiare, poter scegliere il nostro futuro, poter vivere una vita dignitosa, poter cambiare collettivamente il nostro presente subalterno. Vogliamo potere, e non siamo disposti ad accettare le briciole gettateci dall’alto".

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