Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Francesco Domenico Guerrazzi

'Per non cadere a pezzi': nuova manifestazione studentesca sullo stato delle scuole

Sarà lunedì 30 novembre il corteo per le vie della città degli studenti per chiedere ambienti scolastici idonei all'attività didattica. Denunciata la mancanza di fondi in provincia. Concentramento previsto dalle 8.30 in Piazza Guerrazzi

Nuova manifestazione guidata dalla Rete degli Studenti Medi per chiedere maggiori diritti e scuole a misura di studente. Lunedì 30 novembre, a partire dalle 8.30 in Piazza Guerrazzi, i ragazzi si ritroveranno per poi sfilare in corteo per il centro di Pisa protestando contro le condizioni dell'edilizia scolastica provinciale.

Chiedono ambienti idonei all'attività didattica, a norma di sicurezza e riscaldati, con laboratori attrezzati e funzionali. Palestre usufruibili, senza doversi muovere con i mezzi pubblici per raggiungere quelle più vicine. "Ciò avviene - scrivono gli studenti - al liceo Marconi di San Miniato, dove i suoi studenti si sono appellati alla Rete degli Studenti per avere un aiuto, e ne sono un esempio lampante anche gli episodi recenti verificatisi all’istituto Gambacorti e al liceo Russoli".

Per il sindacato studentesco, nonostante le promesse fatte da anni dagli enti locali, "di fatto non è stato apportato alcun cambiamento concreto. La Provincia si limita ormai a piccoli interventi tampone che possono arginare il danno in tempi brevi, ma non costituiscono una soluzione a lungo termine. Ciò è dovuto alla mancanza di fondi destinati a questo settore, che rende impossibile l'attuazione di progetti che migliorino strutturalmente gli edifici".

"L’edilizia scolastica è oggi più che mai una priorità - dichiara la coordinatrice della Rete degli Studenti Medi Silvia Contini - chiediamo che la nostra Provincia e la Regione prendano una posizione netta nei confronti del governo: i fondi stanziati dalla Buona Scuola e quelli messi a disposizione delle province sono troppo pochi, gli studenti non vogliono che siano messe a repentaglio le loro vite recandosi ogni giorno, loro malgrado, in scuole che cadono a pezzi".

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