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Coronavirus, il piano del governo dal 7 gennaio: ipotesi 'zona gialla rafforzata'

Allo studio le misure che entreranno in vigore dopo l'Epifania: nuove chiusure e limitazioni in tutta Italia oppure aree rosse e arancioni in tre o sei regioni da subito

Una zona gialla 'rafforzata' con limitazioni da zone rosse e arancioni nei fine settimana oppure la proclamazione dell'area arancione (ed eventualmente anche rossa) in alcune regioni direttamente dal 7 gennaio - quando scadono le restrizioni stabilite per le festività natalizie - con un'ordinanza del Ministero della Salute, senza attendere la scadenza dei decreti legge e del Dpcm il 15 gennaio.
Questo, come riporta Today.it, il piano del governo per la fine delle festività che, secondo i principali quotidiani di oggi, dovrebbe essere fissato nelle prossime ore con una riunione dei capidelegazione.
A livello nazionale ieri il bollettino della Protezione Civile ha segnalato 11.831 nuovi casi di positivi al Coronavirus, con appena 67mila tamponi: un dato che fa schizzare il tasso di positività al 17,6%, come a novembre.
Il Fatto Quotidiano segnala oggi che calcolandolo sulle persone testate, escludendo i tamponi di controllo, è arrivato al 38,85%.
L'indice di contagio Rt cresce da tre settimane e tre regioni sono sopra 1, la 'soglia' sopra la quale ogni contagiato ne contagia più di uno e quindi aumenta moltissimo il rischio che l'epidemia ricominci a galoppare: queste regioni sono Veneto, Liguria e Calabria. Lombardia, Puglia e Basilicata sono invece appena sotto.

La Toscana è messa un po' meglio. Il 31 dicembre La Nazione riportava un Rt a 0.79, comunque in risalita rispetto allo 0.68 del 20 dicembre, quando entrammo in zona gialla per quattro giorni, fino al 24 dicembre.
Il Fatto aggiunge che le stime elaborate dallo statistico Livio Fenga indicano circa 600mila casi complessivi a livello nazionale per fine gennaio, in aumento rispetto ai circa 577mila attuali.
Ora tutti gli occhi sono puntati sul report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero, che di solito viene pubblicato di venerdì ma nella settimana di Natale e in quella di Capodanno è stato anticipato al giovedì.
C'è chi ha pronosticato l'arrivo del monitoraggio già il 5 gennaio, ovvero martedì, e l'ipotesi non è da scartare per una questione di tempi: il 6 sarà l'ultimo giorno di zona rossa in tutta italia. In teoria il giorno successivo tutte le regioni dovrebbero tornare in zona gialla. Se il governo volesse agire per varare una mini-stretta dovrebbe farlo entro quella data.
L'agenzia di stampa Ansa scrive che la prossima settimana, se il nuovo monitoraggio confermerà queste tendenze, il ministro Roberto Speranza potrebbe disporre nuove zone arancioni, difficilmente rosse.

Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro conferma la necessità di nuove misure in un'intervista al Corriere della Sera: "I dati sull’impatto dell’epidemia relativi a questo periodo li vedremo a metà gennaio. Oggi i numeri quotidiani e l’incidenza sono ancora superiori ai 50 nuovi casi per 100.000 abitanti nei sette giorni, e il margine di resistenza del sistema sanitario è risicato. Quindi non è possibile fare a meno di misure di mitigazione".
Ma a che livello di Rt scatterebbero le chiusure? Oggi la zona arancione parte da 1.25, quella rossa da 1.5: i parametri potrebbero ridursi rispettivamente a 1 e a 1.25. Naturalmente al momento, è bene ribadirlo, parliamo solo di ipotesi.

Se così fosse, spiega La Repubblica, in base ai dati di mercoledì scorso finirebbero subito in zona arancione almeno tre regioni: Calabria, Liguria e Veneto, che sarebbero anche proiettate verso il rosso nei monitoraggi successivi. Altre tre sarebbero in bilico perché superano l’1 (Basilicata, Lombardia e Puglia) e altre tre si candiderebbero alle restrizioni con i dati della prossima settimana, già ballando di pochissimo sotto la soglia di 1 (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche).
Tra queste regioni più a rischio non ci sarebbe dunque la Toscana, anche se tutte le autorità sanitarie e politiche, anche nella nostra regione, chiedono di non abbassare la guardia. Del resto negli ultimi giorni anche in Toscana, seppure il numero dei casi resta basso (numero che varia anche a seconda dei tamponi fatti), è tornato ad aumentare il numero degli attualmente positivi e il calo dei ricoveri, ora sotto quota mille, si è arrestato.

Il piano alternativo è quello appunto della 'zona gialla rafforzata'.
Per adesso il piano prevede che il coprifuoco resti fissato alle ore 22: nelle sole zone gialle, ristoranti e bar potranno servire ai tavoli fino alle ore 18. Piscine, palestre, cinema e teatri resteranno chiusi. A riaprire, invece, potrebbero essere mostre e musei con entrate contingentate.
Secondo il Corriere della Sera invece il piano del governo potrebbe scattare l'8 gennaio, quando alcune regioni potrebbero cambiare fascia e diventare arancioni oppure si potrebbe prorogare in tutta Italia - quindi anche nelle regioni in fascia gialla - alcune delle restrizioni delle feste fino al 15 gennaio: chiusura dei bar e dei ristoranti anche a pranzo e divieto di oltrepassare i confini del proprio comune e della propria regione con la deroga per ragioni di lavoro, salute o necessità e urgenza con autocertificazione.
In conclusione, le regioni 'candidate' alla zona arancione dopo il 6 gennaio sono Veneto, Liguria e Calabria mentre in bilico ci sono Lombardia, Puglia e Basilicata. Nelle prossime ore ne sapremo qualcosa di più.

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