Mobilità (poco) sostenibile

La nuova rotatoria del CEP non prevede un anello ciclabile: le bici dovranno montare sul marciapiede, con i pedoni.Non è un caso isolato: negli ultimi mesi stanno roliferando opere pubbliche che ignorano la mobilità ciclistica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Una nostra socia ha scritto al sindaco Conti per chiedere cosa fosse previsto per le bici alla nuova rotatoria al ponte del CEP. Il sindaco ha risposto pubblicamente (e di questo lo ringraziamo), ma la risposta è sconcertante: per attraversare la rotatoria in sicurezza le bici dovranno montare sul marciapiede, condividendo lo stesso angusto spazio con pedoni, carrozzine e monopattini. E' così che questa amministrazione intende incentivare la mobilità sostenibile? Realizzare una nuova opera stradale ignorando la mobilità ciclistica è un errore progettuale, errore che purtroppo negli ultimi tempi si ripete sempre più di frequente, anche a Pisa (si pensi per esempio alla rotatoria di San Piero). Errori di questo tipo si verificano perché, da quando la nuova giunta si è insediata, i progetti di molte opere stradali non vengono più sottoposti al vaglio della Consulta della Bicicletta (e nemmeno dell'Ufficio Bici). Ci chiediamo: si tratta di un problema di comunicazione tra assessorati diversi o è una scelta intenzionale? Non è una questione da poco: vogliamo che le nuove opere siano l'occasione per realizzare tasselli importanti della rete ciclabile (come nel caso del cavalcavia sull'incile), o va bene che vengano concepite senza pensare alle bici? La seconda opzione equivarrebbe a fare un balzo indietro di 20 anni, che ci farebbe regredire a un passato che a noi non piace, e di cui purtroppo abbiamo ancora molti reperti.

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