Movida, i residenti: "Vettovaglie, terra di nessuno"

I gruppo Vendesi-Vettovaglie contro la nuova ordinanza del sindaco Conti: "Smaccata subalternità agli interessi degli esercenti. Manca la volontà di gestire il fenomeno"

Foto d'archivio

"Bentornati nella terra di nessuno". I residenti di piazza delle Vettovaglie bocciano la nuova ordinanza adottata ieri, 22 giugno, dal sindaco di Pisa, Michele Conti, che posticipa il divieto di vendita di bevande alcoliche da asporto e gli orari di chiusura dei locali del centro storico.

"Le nostre critiche saranno pure 'inaccettabili' - scrive in una nota il gruppo Vendesi-Vettovaglie - come ha affermato pubblicamente l’assessore Bonanno, ma colgono nel segno. Lo dimostra la nuova ordinanza, appena emanata dall’Amministrazione Comunale, che recepisce né più né meno le richieste delle associazioni di categoria. Siamo di fronte, cioè, ad un generale allentamento di quelle poche misure (divieto di vendita di alcolici da asporto; orari di chiusura) che si erano già rivelate inefficaci nelle scorse settimane. Non possiamo, quindi, che riproporre la solita questione: o non si è in grado di gestire il fenomeno della malamovida; o non c’è la volontà politica di farlo. Delle due l’una. E’ ormai evidente che la soluzione dell’alternativa sia la seconda: manca una volontà chiara e forte di risolvere questo fenomeno, ristabilendo minime condizioni di vivibilità per i residenti".

"Forse l’Amministrazione Comunale - proseguono i residenti - si è lasciata convincere dall’idea che siano i commercianti responsabili i migliori alleati per il contrasto del fenomeno. Ma sono gli stessi commercianti, che operano nelle zone interessate, a rifiutare di essere considerati i controllori dei propri clienti; e soprattutto di essere chiamati a rispondere per non avere fatto abbastanza. Le stesse associazioni di categoria riconoscono, del resto, che alcuni commercianti hanno privilegiato i profitti anziché il rispetto delle regole elementari della civile convivenza. La storia della 'terra di nessuno' è molto chiara: i comportamenti più gravi si sono verificati anche quando gli esercizi commerciali erano aperti. Allo stato, non è neanche partita la sperimentazione del decentramento della movida del centro storico nelle zone dei Vecchi Macelli e La Cittadella (idea che ci trova concordi, ma sulla cui effettività nutriamo molti dubbi). Allora come si può pensare che il modello già traballante resista?"

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Secondo i residenti l’approccio dell'amministrazione è "sempre lo stesso: di smaccata subalternità agli interessi di una sola categoria, quella degli esercenti, che, in tutti questi anni, si è completamente disinteressata delle condizioni della città e dei suoi residenti. Siamo definitivamente tornati 'terra di nessuno'".

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