Il Museo di Storia Naturale di Calci diventa Punto Informativo dell'Osservatorio Toscano per la Biodiversità

Sarà luogo di tutela, coordinamento e valorizzazione della biodiversità marina

Il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa, alla Certosa di Calci, ospita il Punto Informativo dell'Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) della Regione Toscana. E' uno dei dieci Punti Informativi di OTB presenti nella regione, che costituiscono un importante riferimento per l'informazione, la sensibilizzazione e l'educazione ambientale sui temi della biodiversità marina. Ha compiti poi per la raccolta, il coordinamento e lo scambio di informazioni a supporto del Santuario Pelagos dei mammiferi marini.

L'inaugurazione, avvenuta in diretta streaming, si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti, della Direttrice del Museo di Storia Naturale Elena Bonaccorsi (a cui subentra in questi giorni Damiano Marchi) e di Monia Monni, assessore all'ambiente della Regione Toscana. Con la partecipazione della Regione Toscana, come partner del progetto EcoSTRIM, è stato possibile finanziare con 150mila euro la realizzazione di questo Punto Informativo e di altri quattro, già inaugurati nel Parco Regionale della Maremma, all'Acquario di Livorno, al Comune di Piombino e al Comune di Capraia Isola. Saranno utili per realizzare anche altre attività tra cui la formazione per guide turistiche e la promozione del turismo ecosostenibile.

Presso il museo sono stati posizionati i vari pannelli informativi, volti a far riflettere e a porre l'attenzione sugli impatti diretti e immediati o a lungo termine che le nostre attività anche ricreative sul mare o sulla spiaggia, possono avere sulla fauna marina. I presidi locali possono infatti ospitare mostre permanenti ed eventi di formazione, oltre essere snodo centrale di attività di interesse regionale, come: il coordinamento delle attività di recupero di cetacei, tartarughe ed elasmobranchi spiaggiati lungo le coste toscane; il monitoraggio su spiaggiamenti e avvistamenti con il report annuale curato da Arpat; la rete dei Centri di Recupero delle tartarughe marine.

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