Emergenza Coronavirus, sì alla vendita da asporto delle bevande anche nel Comprensorio del cuoio

L'ordinanza riguarda i Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli, Santa Croce, San Miniato e Santa Maria a Monte: è consentita la vendita per asporto delle bevande insieme ai cibi cotti o preparati

"E' consentita la vendita per asporto di bevande unitamente ai cibi cotti o preparati, in aggiunta al servizio della consegna al domicilio di alimenti e bevande". E' questo il senso dell'ordinanza emessa oggi, mercoledì 29 aprile, dai Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli Valdarno, Santa Maria a Monte, Santa Croce sull'Arno e San Miniato. In questo modo viene data un'interpretazione estensiva dell'ordinanza numero 41 della Regione Toscana, che aveva previsto la vendita per asporto degli alimenti da parte degli esercizi commerciali a partire dallo scorso 24 aprile.

Proprio a seguito di questa diposizione erano pervenute richieste da parte degli esercenti e delle associazioni di categoria volte a poter effettuare la vendita anche di bevande, ampliando così la possibilità di lavoro dei commercianti e il servizio offerto alla cittadinanza. A conferma del percorso che viene intrapreso, anche l'ultimo Dpcm, entrato in vigore nella giornata di lunedì 27 aprile ma che produrrà effetti dalla data del 4 maggio, stabilisce la possibilità della vendita da asporto da parte delle attività commerciali.

Pertanto, in questo senso, le ordinanze anticipano di alcuni giorni le disposizioni del Governo. La vendita delle bevande, unitamente ai cibi cotti o preparati, in aggiunta al servizio della consegna al domicilio di alimenti e bevande viene sottoposta ad alcune prescrizioni molto rigide, finalizzate ad impedire la diffusione del contagio:

 - ordinazione dei prodotti ammessa esclusivamente tramite telefono o on-line;

- ritiro dei prodotti presso l'esercizio in forma scaglionata onde evitare assembramenti presso l'esercizio (esterno ed interno);

- esclusione di ogni forma di consumo sul posto con esclusione tassativa di consumo in spazi ed aree pubbliche o aperte al pubblico.

 "Abbiamo deciso di adottare questo provvedimento per rispondere ad una richiesta rappresentata dagli esercenti. Integriamo l'ordinanza della Regione Toscana che per prima aveva consentito l'asporto per le attività commerciali - commentano i sindaci dei Comuni del Comprensorio -  vogliamo precisare che vanno rispettate le regole imposte, perché non siamo assolutamente fuori dall'emergenza. I numeri stanno diminuendo ma occorre molta attenzione. La fase di convivenza con il virus vedrà la necessità di comportamenti rispettosi per sé stessi e gli altri. Questa è una sorta di apertura alla responsabilità che, auspichiamo, trovi risposte nei comportamenti delle persone".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus in Toscana: quasi 1900 nuovi casi e 44 decessi

  • Positivo al Covid si barrica nella stanza dell'ospedale Cisanello

  • Toscana zona rossa, la denuncia di Confesercenti: "Concorrenza sleale della grande distribuzione"

  • Coronavirus in Toscana: 2.200 casi, 48 decessi

  • Coronavirus in Toscana, calano i nuovi positivi: sono 1972

  • Coronavirus in Toscana, oltre 1900 i nuovi contagi: calano i ricoveri

Torna su
PisaToday è in caricamento