Università e Coronavirus: "Siano ridotti i requisiti per le borse di studio"

E' la richiesta contenuta in una petizione sottoscritta da circa 1700 studenti di tutta Italia: "Unica soluzione per evitare che tanti di noi abbandonino gli studi"

"Maggiori tutele per gli studenti borsisti". E' la richiesta contenuta in una petizione sottoscritta da circa 1700 studenti di tutta Italia. Una petizione "che ha raggiunto il Parlamento e verrà presentata e discussa come emendamento al DPCM che disciplina il diritto allo studio universitario".

"Le nuove condizioni dettate dalla situazione contingente - scrivono in una nota Sinistra per, Studenti di Sinistra, Link Siena coordinamento universitario - stanno determinando una situazione di difficoltà notevole per studentesse e studenti, i quali stanno riscontrando notevoli disagi circa: didattica online sia in termini di regolarità di servizio sia in termini di dispositivi per connettività, mancanza di spazi adatti allo studio come biblioteche e aule studio, mancanza di materiale didattico, problemi legati ai tirocini e ai laboratori. Inoltre, la crisi economica in atto avrà gravi ripercussioni sulla possibilità economiche di studenti, studentesse e famiglie di mantenere i costi del percorso di studi".

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Da qui la richiesta avanzata all’Azienda regionale per il Diritto allo studio universitario per "l’adozione di misure straordinarie ma necessarie, capaci di tutelare e garantire un reale diritto allo studio, intervenendo prontamente per rimuovere quegli ostacoli di carattere economico che impedirebbe il proseguimento del percorso universitario. A supporto di ciò si sono mobilitati ben 1700 studenti attraverso una petizione scritta negli scorsi mesi, con l’obiettivo di ottenere i seguenti provvedimenti nel prossimo bando della borsa di studio: la riduzione dei requisiti di merito per l’ottenimento della borsa per il prossimo anno accademico; la proroga delle scadenze per il raggiungimento del merito della borsa di studio; l'anticipo erogazione seconda rata della borsa di studio. Si tratta di misure - concludono le associazioni studentesche - che necessitano una presa di responsabilità e una netta presa di posizione da parte delle istituzioni poiché sono le uniche soluzioni applicabili per evitare che il prossimo anno accademico tanti studenti e studentesse debbano rinunciare agli studi".

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