Case popolari, "italiani favoriti?", risponde l'assessore: "Nessuna discriminazione"

L'Unione Inquilini fa emergere le difficoltà di una famiglia straniera in attesa dell'assegnazione e contesta: "Il bisogno della casa è lo stesso per tutti quelli che rispettano i requisiti"

Immagine di archivio

Case popolari a chi ne ha bisogno e diritto. E' quanto chiede l'Unione Inquilini, che interviene sul tema facendo emergere la situazione di una famiglia senegalese di 6 persone, da mesi assegnata ad un b&b in attesa dell'assegnazione di un alloggio Erp. "Nell'ultima graduatoria 2016 - spiega l'avvocato Claudio Lazzeri - la famiglia ha un punteggio di 12. E' alto. Dopo 3 anni e le sofferenze patite, lo sfratto e 4-5 mesi di b&b, credo che sia arrivato il loro momento".

Il tono è anche politicamente polemico, vista la recente comunicazione dell'amministrazione circa l'assegnazione della 44ª abitazione dall'inizio dell'anno, con sottolineata la provenienza pisana dei destinatari. "E' un dettaglio che non ci fa piacere - afferma Lazzeri - perché il bisogno della casa è lo stesso per tutti quelli che rispettano i requisiti del bando. Nel caso della famiglia senegalese loro ci hanno detto, quando sono venuti a raccontarci il caso una settimana fa, che gli assistenti sociali li hanno invece invitati a cercarsi un alloggio privato, perché è da tanto tempo che sono in b&b. Con le rivendicazioni dell'amministrazione viene da pensare che ci sia un trattamento differente, in favore degli italiani".

"Con la nuova procedura - aggiunge l'avvocato - nelle commissioni non possono più accedere i sindacati inquilini, quindi non sappiamo come si svolgono. Nella famiglia senegalese lavora una sola persona. E' un nucleo numeroso, può essere difficile trovare una casa, ma lo si deve fare. Una situazione di questo tipo, intanto, non può lasciare il b&b".

Respinge ogni ipotesi di favoritismi l'assessore al Sociale Gianna Gambaccini: "Non c'è assolutamente alcuna discriminazione, sarebbe anticostituzionale. Il fatto che sia stata celebrata un'assegnazione con una famiglia italiana è stato un caso. Il sindaco si è poi trovato a partecipare perché conosceva la situazione particolare ed ha voluto essere presente".

Sulla vicenda della famiglia senegalese l'assessore ha detto che "in ogni caso sarà sempre seguita dagli assistenti sociali. E' probabile che il numero elevato dei componenti incida sulla disponibilità di abitazioni con i vani necessari. E' la legge regionale, non certo fatta dalla Lega, che impone di non assegnare in sovrannumero o in sottoutilizzo le case. Se un componente della famiglia ha un'occupazione, già c'è una base su cui poter lavorare. La soluzione dell'albergazione è una situazione d'emergenza e temporanea, questo dicevano gli assistenti sociali. La famiglia deve adeguarsi, ci sono poi altri strumenti possibili, ma sia chiaro: nessuno li abbandonerà". Un'ultima battuta infine sull'Unione Inquilini: "Capisco la loro attività. Loro fanno la loro battaglia, noi la nostra". 

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