Pisa Book Festival, ingresso a pagamento: scoppia la polemica

I Cobas condannano fermamente la decisione di aver introdotto l'ingresso a pagamento nelle giornate di sabato e domenica. "La decisione - affermano - sancisce il principio che non esiste più una cultura libera e accessibile"

Danno appuntamento alle 11 di fronte a Palazzo dei Congressi, dove oggi è in programma l'ultima giornata del Pisa Book Festival, la fiera dedicata al mondo dell'editoria indipendente. Movimenti studenteschi, realtà antagonista e Cobas contestano la decisione di mettere il biglietto a pagamento per le due giornate del fine settimana (sabato e domenica 4 euro). "Questa decisione danneggia non soltanto chi, come noi, avrebbe voluto partecipare al festival - si legge in un volantino - ma anche i tanti piccoli editori che in tempi di crisi già stentano a trovare le risorse per proseguire il loro lavoro di produzione culturale". "Le case editrici infatti - proseguono i contestatori della fiera - che già pagano come minimo 450 euro di affitto per avere uno stand alla fiera, non riceveranno nemmeno un soldo proveniente dai biglietti d'ingresso. Non è un caso quindi che alcune case editrici abbiano deciso di non prendere parte al festival come segno di protesta".

"La decisione di far pagare un biglietto ai visitatori del Book festival è una decisione sbagliata che va nella direzione di rendere un lusso la cultura, un lusso che solo pochi potranno permettersi - aggiungono ancora i Cobas - la  decisione è sbagliata non solo alla luce di questi fatti ma perchè sancisce il principio che non esiste più una cultura libera e accessibile per tutti\e".

"Per queste ragioni noi oggi pretendiamo di entrare e poter partecipare al Pisa Book Festival in maniera completamente gratuita - si chiude il volantino - così come completamente gratuito dovrebbe essere l'accesso alla cultura la cui produzione indipendente e dal basso dovrebbe essere invece incoraggiata in tutti i modi dagli enti pubblici".

Rincara la dose una piccola casa editrice, la DeriveApprodi, che quest'anno non sarà al festival per un disguido burocratico, ma che si dichiara comunque contraria al biglietto a pagamento. "Ci sorprende che il Pisa Book Festival, fin qui una fiera dal volto umano nella sua dimensione quasi familiare e molto amichevole, abbia scelto di punto in bianco di mettere un biglietto d’ingresso, ratificando una logica meramente commerciale che sul libro inizia a far acqua da tutte le parti - affermano dalla DeriveApprodi - gli editori, come sempre accade, non sono stati consultati. Se fosse accaduto, avremmo risposto che era meglio evitarlo, cercando risorse economiche attraverso altri canali. È forse tempo che le fiere (e le relative istituzioni che le promuovono) smettano di pensare agli editori come a dei meri 'banchettari' e ai lettori come a biglietti da staccare - proseguono - è forse tempo che i viventi del nostro ecosistema, noi che lo abitiamo e lo facciamo esistere quotidianamente, abbiano diritto a una parola in più. La nostra, per il Pisa Book Festival edizione 2013, è la seguente: chi non può pagare il biglietto, fatelo entrare!".

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