Caso Buscemi: la Casa della Donna ancora in piazza con una sedia rossa vuota

Un nuovo presidio in occasione del prossimo Consiglio Comunale per chiedere le dimissioni dell'assessore alla Cultura

Non si ferma la protesta della Casa della Donna di Pisa per la nomina a assessore alla Cultura di Andrea Buscemi.

Martedì 25 settembre, in occasione del Consiglio Comunale, l'associazione sarà ancora una volta in piazza XX Settembre per chiedere le dimissioni dell'attore pisano dal suo ruolo a Palazzo Gambacorti e il rispetto della Convenzione europea contro la violenza sulle donne. Quello di martedì sarà il quinto presidio di una protesta che ormai si protrae da mesi ma che, dopo l’effrazione della sede di Via Galli Tassi avvenuta lo scorso fine settimana, assume un ulteriore significato. Come spiega Carla Pochini, presidente dell’associazione, "la Casa della Donna è da 30 anni un luogo di incontro e accoglienza. Sapere che quella che è la Casa di tutte le donne di Pisa è stata violata ci inquieta e ci preoccupa ma non ci fa paura. Continueremo ad adoperarci per i diritti e il rispetto delle donne e martedì torneremo sotto Palazzo Gambacorti a far sentire forte la nostra voce contro questa Giunta tra le cui fila siede un assessore responsabile di stalking. Invitiamo ad unirsi a noi tutte le associazioni, le cittadine e cittadini di Pisa che abbiano a cuore i diritti e la democrazia”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il presidio si svolgerà a partire dalle ore 14 e, come già accaduto nelle scorse settimane, le attiviste della Casa della Donna invitano ad indossare qualcosa di rosso e a portare cartelli e sedie pieghevoli. Ma questa volta in piazza ci sarà anche una sedia rossa vuota. “Con noi sotto il palazzo comunale ci sarà anche una sedia rossa vuota - sottolinea Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenza - a ricordare le tante donne che in Italia subiscono violenza spesso nell'indifferenza delle istituzioni o addirittura con la collusione delle istituzioni. Come sta accadendo a Pisa, dove il sindaco, in barba alla Convenzione di Istanbul, ha nominato assessore un uomo responsabile di stalking. Quali credibili ed efficaci politiche di sensibilizzazione e contrasto alla violenza può mettere in atto una simile Giunta?” si chiede Zitiello. “Eppure Pisa avrebbe un gran bisogno di un serio piano di azione e sensibilizzazione, considerando che nella nostra città ogni 36 ore una donna chiede aiuto per uscire da una situazione di violenza fisica o psicologica. Come ci dicono i dati del nostro centro antiviolenza - continua Zitiello - si tratta in gran parte di donne tra 20 e 50 anni che subiscono abusi, persecuzioni, violenza psicologica ed economica e maltrattamenti fisici soprattutto da partner ed ex partner. Nel 52,7% dei casi i maltrattanti sono uomini 'insospettabili', hanno un lavoro, un'istruzione superiore o una laurea, nessuna dipendenza, nessun precedente penale o problema psichiatrico. Ecco, anche alla luce di questi dati crediamo che l’ultima cosa di cui ha bisogno la nostra città è un assessore come Andrea Buscemi”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: muore studente universitario di 30 anni

  • Coronavirus: 254 nuovi casi in Toscana, 3.226 i contagi 

  • Coronavirus e commercio: dichiarato lo sciopero per punti vendita e supermercati

  • Coronavirus: 224 nuovi casi positivi in Toscana

  • Coronavirus, 305 nuovi casi in Toscana: salgono a 4.122 i contagi dall’inizio

  • Coronavirus, sostegno alle famiglie indigenti: buoni spesa da 100 euro

Torna su
PisaToday è in caricamento