Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Aperture 1° maggio, presidio al Carrefour: "Non andate a fare la spesa"

Otto ore di sciopero per le aziende di Federdistribuzione di cui fa parte anche la catena francese che ha deciso di tenere aperti i punti vendita in Toscana

Sciopero provinciale unitario di 8 ore per le aziende di Federdistribuzione con presidio e volantinaggio davanti all'ipermercato Carrefour di San Giuliano Terme oggi, sabato 30 aprile. L'agitazione è stata promossa dalla Cgil che, insieme a Cisl e Uil, aveva già proclamato nei giorni scorsi lo sciopero contro le aperture festive del 25 aprile e del 1 maggio degli esercizi commerciali.

Al centro della mobilitazione di sabato la decisione di Carrefour di tenere aperti il Primo Maggio i punti vendita della Toscana.

"E' incomprensibile e ingiustificabile questa spinta al sempre aperto - dichiara Cinzia Bernardini, segretaria della Filcams CGIL Toscana - soprattutto da parte di Carrefour, infatti la completa liberalizzazione delle aperture e degli orari, con centri commerciali e negozi aperti 365 giorni l'anno, a volte h24, non è servita ad arginare la crisi, non ha creato occupazione né impedito le chiusure di negozi e i licenziamenti di lavoratori, con l'attacco ai diritti e al salario. Di sicuro si è tolto tempo libero e peggiorato le condizioni di vita e di lavoro delle centinaia di migliaia di lavoratori, per la maggioranza donne, che operano nel commercio".

In Toscana, oltre a Carrefour, staranno aperti alcuni negozi Conad, Obi, Pam, Penny Market. "Per Carrefour - fanno sapere i sindacati - con una contraddizione in più: staranno aperti in Italia e invece in Francia, ma anche in quasi tutta Europa, staranno chiusi". La maggioranza della grande distribuzione terrà le saracinesche abbassate: chiusi i punti vendita di Unicoop Firenze, Esselunga, Unicoop Tirreno, Ikea, Panorama.

"Chiediamo a tutti i cittadini di non andare a fare la spesa per il Primo Maggio - conclude Bernardini - non sacrifichiamo al consumo festività così importanti per il loro valore storico e sociale, che rappresentano l'identità collettiva, non solo in Italia, infatti il Primo Maggio è una festività in tanti Paesi del Mondo. La Festa non si vende, si vive”. Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL chiedono che venga riaperta la discussione sul Disegno di Legge per la revisione del Decreto Monti sulle liberalizzazioni che, approvato alla Camera a settembre 2015, deve ancora essere discusso in Senato e che prevede la chiusura obbligatoria in alcune festività civili e religiose.

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