Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

No alla vendita del settore handling: nuova protesta dei lavoratori di Toscana Aeroporti

Il presidio a Firenze davanti alla sede della Regione. "La costituenda società è ancora una nebulosa, non si comprendono i ruoli degli attori e neppure l’entità dei capitali che saranno messi a disposizione"

Nuova protesta dei lavoratori degli aeroporti di Pisa e Firenze. In occasione infatti della seduta di Giunta del Consiglio regionale della Toscana, i lavoratori dei due scali toscani si riuniranno in presidio a Firenze sotto la sede della Regione in via Cavour, martedì 11 maggio dalle ore 15,00 alle ore 17,00, per manifestare ancora una volta la loro contrarietà all’annunciata vendita da parte della proprietà del settore handling.

"Questa manifestazione unitaria di tutte le sigle presenti negli aeroporti toscani, nessuno escluso, è la prima di una serie già concordata che culminerà, in questa fase, con lo sciopero del prossimo 15 maggio 2021 - sottolineano le segreterie regionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILT, UGL - è stata forte e trasversale la richiesta di tanti lavoratori/iscritti che vedono in un modo di agire unitario la migliore risposta che il sindacato può dare a questa scellerata operazione aziendale. In molti hanno giudicato poco utile alla causa comune continuare a manifestare in ordine sparso, e da questi ragionamenti sono nate le iniziative di questi giorni che ci vedono tutti insieme impegnati a portare alla conoscenza di tutti le ragioni e le istanze dei lavoratori degli aeroporti toscani".

"Le notizie degli ultimi tempi, apprese a mezzo stampa, sulla composizione della compagine che ha proposto l’acquisto di TAH non hanno tranquillizzato queste segreterie e neppure i lavoratori - aggiungono i sindacati - la costituenda società è ancora una nebulosa, non si comprendono i ruoli degli attori e neppure l’entità dei capitali che saranno messi a disposizione, come sarà gestita la partita degli handling (ricordiamo l’attuale limitazione a solo due società), oppure come sarà operante il regime di concorrenza fra società, che è il motivo di tutto questo, e che purtroppo condiziona anche la vita lavorativa degli addetti al settore".
"Non nascondiamo un certo disappunto per le scarne prese di posizione da parte delle istituzioni su questa questione, e crediamo che la parte pubblica presente all’interno di TA debba far sentire la sua voce su questa scellerata operazione, sbagliata nelle modalità, nei tempi, e ora anche nelle prospettive - concludono le segreterie regionali - useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per la salvaguardia del lavoro e delle condizioni lavorative del personale".

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