Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

In partenza il 'Progetto Ali', 460mila euro per l'inserimento lavorativo dei più fragili

L’iniziativa finanziata dalla Società della Salute Zona pisana è gestita da un Ati che riunisce Scuola Sant'Anna e le cooperative Arnera, Aforisma e Il Simbolo

Già 194 colloqui di valutazione effettuati, 61 percorsi di formazione professionale realizzati, 58 interventi di assistenza domiciliare in corso (fra sostegno educativo, supporto psicologico e assistenza di base) e 18 tirocini attivati. E' stato pensato e costruito prima della pandemia il 'Progetto Ali', un acronimo che sta per 'Agenzia per il lavoro innovativo' e che concretamente significa un investimento di 460mila euro da parte della SdS Pisana (con risorse provenienti dal Fondo nazionale povertà) destinate a sostenere l’integrazione lavorativa di 360 cosiddetti soggetti fragili che faticano a trovare collocazione nel mercato occupazionale.

Ma è partito da qualche settimana, dopo gli opportuni accorgimenti e purtroppo anche con le necessarie limitazioni per motivi di sicurezza sanitaria. "Perché progetti di questo tipo, già necessari prima della crisi economica e sociale innescata dall’emergenza sanitaria, adesso sono diventati fondamentali - spiega la presidente della Società della Salute della Zona Pisana Gianna Gambaccini - tantissime famiglie stanno pagando un dazio pesantissimo alla crisi e il conto più salato lo stanno pagando le persone più fragili. Accanto ai necessari interventi per sopravvivere alla crisi, dunque, occorrono sforzi anche per creare occupazione e 'Ali' va proprio in questa direzione e quindi auspichiamo possa fare da apripista per altre iniziative del genere".

Lo fa con un vero e proprio lavoro di squadra dato che il progetto, guidato dal servizio sociale professionale della SdS Pisana, è gestito da un’associazione temporanea d’impresa con capofila la cooperativa sociale Arnera, e di cui fanno parte la Scuola Superiore Sant’Anna e le cooperative sociali Aforisma e Il Simbolo, ma con cui collaborano anche Acli, Arci, Caritas, Cisl e Misericordia. Fondamentale anche la collaborazione del tessuto imprenditoriale locale: già 49, infatti, sono le aziende che hanno dato la disponibilità ad ospitare tirocini formativi, nonostante alcune di esse non abbiano ancora ripreso l’attività.

Intanto proseguono i corsi di formazione professionale: quelli svolti finora hanno riguardato la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’Haccp e la guida del muletto, "gli unici che è stato possibile effettuare in quanto compatibili con la normativa anti-Covid" spiegano gli operatori. A questi vanno aggiunti i corsi di formazione alla lingua che in questa fase di crisi pandemica, sono svolti in presenza e in modalità personalizzata. In programma, inoltre, ve ne sono anche altri che interessano il settore turistico, l’ambito socio-santario, la logistica, i servizi di manutenzione e il cucito, "tutti selezionati per il loro contenuto fortemente professionalizzante nel breve periodo e con medio-alta ricaduta occupazionale" sottolineano gli operatori. In previsione anche 54 inserimenti in percorsi di utilità comunitaria (Puc).

Accanto, però, è già attivo un forte impegno per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro attraverso la promozione di servizi educativi e di assistenza domiciliare di base: finora sono stati attivati 19 interventi di supporto educativo (almeno due volte la settimana per una durata di due ore ciascuno), 20 di sostegno psicologico (un’ora la settimana) e quattro di assistenza domiciliare di base: sei ore la settimana con interventi rivolti soprattutto a famiglie con anziani, malati e bambini soli in casa.

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