Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Cascina

Migranti: Cascina e Orciano Pisano dicono no al Progetto Sprar per l'accoglienza

Gli altri Comuni soci della Società della Salute della Zona Pisana hanno invece aderito. Capuzzi: "Andremo avanti con i nostri piani"

I Comuni di Cascina e Orciano Pisano fuori dal Progetto Sprar (Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati). La decisione è stata esplicitata questa mattina, venerdì 17 febbraio, nel corso dell’assemblea dei soci della Società della Salute della Zona Pisana. Tra i punti all’ordine del giorno la richiesta ai Comuni soci di aderire appunto al progetto di accoglienza per il triennio 2017/2019. Hanno votato a favore i Comuni di Pisa, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano, Fauglia, Crespina Lorenzana. Contrari i Comuni di Cascina e Orciano Pisano.

“Prendiamo atto che il Comune Cascina ha chiesto formalmente di non aderire all’ampliamento del progetto Sprar per il prossimo triennio - ha dichiarato la presidente della Società della Salute, Sandra Capuzzi - il progetto Sprar della Società della Salute andrà comunque avanti con i Comuni che vi aderiscono. Si tratta di un progetto importante, governato dagli enti locali e finanziato dal Ministero dell’Interno, che permette di gestire l’accoglienza in un’ottica di programmazione e non emergenziale. A questo punto il Comune di Cascina per sua scelta gestirà da solo l’accoglienza dei profughi e noi andremo avanti con i nostri piani, visto che lo Sprar della Società della Salute non è un autobus su cui si può salire o scendere ogni tre giorni”.

Il Comune di Cascina, rappresentato nella sede della Società della Salute, dall'assessore al Welfare Edoardo Ziello, ha anche espresso la propria contrarietà al rinnovo della convenzione sulla gestione dell’accoglienza tra Sds e Prefettura di Pisa.
“La convenzione con la Prefettura che i Comuni a guida PD hanno, da poco, approvato, si caratterizza da un rapporto verticistico tendente a favore del rappresentante del governo locale, a discapito degli enti locali - affermano in una nota il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi e l'assessore Ziello - infatti la Prefettura si riserva la facoltà di sciogliere la convenzione istantaneamente, mediante risoluzione, nel caso di grave inadempienza, degli obblighi assunti e per la mancata messa a disposizione delle strutture idonee ad allocare gli immigrati nella nostra area: uno stile giuridico curiale che apre ad eventuali scenari caratterizzati dalla costituzione di vere e proprie tendopoli, nel caso in cui i soggetti operanti nel settore non si trovassero più nelle condizioni di reperire alloggi funzionali all’accoglienza".

"Inoltre - proseguono i due amministratori cascinesi - l’elenco dei servizi che si impegnano ad erogare agli ospiti delle strutture è davvero notevole: si va dal servizio alla linguistica culturale, al servizio di informazione sulla normativa concernente l’immigrazione fino ad arrivare all’orientamento sul territorio, senza contare i servizi di gestione amministrativa, di assistenza generica alla persona, di pulizia e l’erogazione dei pasti, prevedendo, tra l’altro, un apposito menù personalizzato per non urtare alle sensibilità religiose degli ospiti. Di fronte ai tanti cittadini italiani che vivono di stenti e nella povertà più assoluta non potevamo prenderci la responsabilità di approvare questa convenzione che ha il sapore di un vero e proprio schiaffo alla povertà. Ci piacerebbe vedere una simile attenzione e vicinanza da parte della Prefettura e dei soggetti coinvolti, nella gestione dell’accoglienza, ai problemi di disagio economico in cui versano i tanti cittadini italiani che non riescono ad arrivare a fine mese".

"Il Comune di Cascina oltre ad essere contrario alla convenzione con la Prefettura, ha ribadito il suo ‘niet’ all’adesione al progetto Sprar - confermano ancora Ziello e Ceccardi - nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare della famosa ‘clausola di salvaguardia’, che avrebbe dovuto mettere al riparo i Comuni, aventi progetti Sprar attivi sul proprio territorio, dagli arrivi emergenziali della Prefettura: una modalità di ripartizione delle quote di migranti che ciascun Comune deve accogliere.  Secondo sempre questa logica della clausola di salvaguardia, il Comune che raggiunge la quota di migranti Sprar, proporzionale al numero dei propri abitanti, automaticamente, dovrebbe essere esente dall’arrivo prefettizio di altri immigrati, ma così non è stato perché ad esempio nel Comune di Prato e in altri Comuni toscani, aderenti allo Sprar, gli arrivi sono continuati, indipendentemente dall’adesione alla rete Sprar". "In assemblea abbiamo ribadito che non siamo contrari all’accoglienza degli immigrati che hanno già ottenuto lo status di rifugiato politico, ma finché non verrà fatta chiarezza sulla quantificazione esatta, per ogni Comune, di questa clausola di salvaguardia, rimanendo nella incertezza e nella nebulosità più totale, non ci sentiamo di prenderci la responsabilità di avallare certi progetti - concludono - le politiche sociali di Cascina sono cambiate e stanno continuando a cambiare: per noi vengono prima gli italiani in difficoltà e poi gli altri". 

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