Via Matteucci: in protesta armate di scope e volantini

Solidarietà è stata espressa da vari collettivi pisani alle lavoratrici della Dussmann della Versilia che hanno denunciato la loro condizione lavorativa

Un momento della protesta (foto Riscatto Pisa)

Sit-in di protesta sabato mattina, 21 gennaio, in sostegno delle lavoratrici Dussmann, che prestano servizio nelle scuole della Versilia e da qualche mese al centro di una vertenza.

Rebeldia, Exploit, Una città in comune, Collettivo femminista, Newroz, SiCobas, collettivo Outofline e altre realtà, insieme a cittadini, gruppi e associazioni provenienti da Viareggio, hanno risposto all’appello dei Cobas Lavoro Privato e Cobas Scuola e si sono ritrovati in via Matteucci sotto la sede pisana della Dussmann, multinazionale che gestisce gli appalti di pulizia e sorveglianza all’interno di diverse scuole toscane.
Per due ore la via di fronte alla sede Dussmann ha fatto da sfondo alla protesta, con improvvisati e veloci blocchi del traffico per informare gli automobilisti di passaggio e raccogliere la loro solidarietà.

"Armate di striscioni, megafono e volantini, e con in mano una scopa, simbolo del loro lavoro, le lavoratrici hanno dato una prova di grande dignità, scendendo in piazza e prendendo la parola in prima persona per raccontarel le storie del loro sfruttamento lavorativo - sottolineano dai Cobas - tagli delle ore e stipendi da fame, anche grazie al meccanismo perverso della 'banca ore' in negativo (avallato da un accordo al ribasso firmato dai sindacati confederali). Trasferimenti a decine di chilometri di distanza per non meglio specificate 'esigenze di servizio' (grazie a un ennesimo accordo sindacale che lo rende possibile dietro semplice comunicazione verbale entro le 24 ore precedenti, in cambio di pochi spiccioli di rimborso delle spese di viaggio). Ritmi di lavoro massacranti a causa della diminuzione del monte ore a parità di superfici da pulire. Storie di donne, spesso con famiglie numerose da mantenere con enorme difficoltà, in un territorio, Viareggio e la Versilia, devastato dalla crisi. Ma l’appello dei Cobas - proseguono - è stato raccolto anche da alcune lavoratrici Dussmann impiegate nelle scuole pisane, che hanno portato la loro solidarietà al presidio denunciando situazioni simili di sfruttamento lavorativo e prendendo contatti con le lavoratrici della Versilia per future iniziative comuni".

"Che ne è della dignità del lavoro? Quali sono i risultati a livello della pulizia delle scuole? Dove sono, cosa fanno, oltre che firmare accordi al ribasso, CGIL, CISL e UIL? - proseguono dalla Confederazione Cobas - è questo il futuro del lavoro nell’era del Jobs act? Pensa davvero la Dussmann, chiusa nel suo assordante e arrogante silenzio, di continuare a evitare un confronto con le lavoratrici, e di portare avanti le sue scellerate politiche lavorative? Queste e altre domande rimangono per ora senza risposta, anche perché la Dussmann rifiuta qualsiasi incontro con il Cobas che pur legittimamente rappresenta le lavoratrici".

"Come Cobas - concludono - chiediamo, tanto per cominciare, che nelle scuole della Versilia siano cancellati definitivamente i vergognosi accordi sindacali al ribasso, siano rispettati i livelli prestazionali e salariali del CCNL di riferimento, e che sia ripristinata la dignità lavorativa delle lavoratrici Dussmann".

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