Scuola, la Gioventù Comunista contro i contributi scolastici: fumogeni e striscioni

I Giovani Comunisti stanno portando avanti anche a Pisa la campagna nazionale per il boicottaggio del contributo scolastico. "Pagare il contributo scolastico significa rendersi complici del processo di distruzione della scuola pubblica" dicono

Striscioni, fumogeni, volantini e slogan urlati nei megafoni hanno accolto questa mattina gli studenti dell’istituto 'Santoni' di Pisa. Ad organizzare la protesta è stato il Fronte della Gioventù Comunista, organizzazione che anche quest’anno porta avanti una campagna nazionale per il boicottaggio del contributo scolastico. "Quella di oggi non è una protesta isolata - ha precisato Andrea Costantino Levote, segretario regionale del FGC - nelle prossime settimane ogni nostro militante sarà impegnato nelle scuole in attività di propaganda e di agitazione politica, invitando gli studenti e le famiglie a schierarsi in difesa della scuola pubblica scegliendo di non pagare il contributo scolastico".

"Difendi la scuola pubblica, blocca il contributo", questo si legge sui volantini del Fronte, secondo cui dietro la storia dei contributi che servono a finanziare attività aggiuntive ed extracurricolari si è celato in realtà il progetto dei governi di scaricare progressivamente sulle famiglie l’onere di finanziare l’istruzione pubblica: "Negli ultimi 6 anni la scuola pubblica ha sopportato il peso di quasi 22 miliardi di tagli mentre le scuole private ricevevano ingenti finanziamenti e i soldi pubblici venivano regalati alle banche o ai grandi monopoli industriali - aggiunge Levote - come risultato di questi tagli, oggi il contributo scolastico sopperiscevola-2 alla mancanza di fondi ministeriali e viene utilizzato per le spese ordinarie, spesso venendo richiesto anche ricorrendo a intimidazioni di vario tipo nei confronti degli studenti. Il contributo scolastico è stato la leva per imporre tagli sempre maggiori alla scuola pubblica mentre si costringevano le famiglie a finanziarla di tasca propria, mentre nelle scuole passava il messaggio che non farlo sarebbe andato a svantaggio dei propri figli. Il risultato è che anno dopo anno siamo abituati all’idea di una tassa sulla scuola pubblica, in barba al principio costituzionale della gratuità della scuola dell’obbligo".

"Pagare il contributo scolastico oggi significa rendersi complici del processo di distruzione della scuola pubblica in Italia - conclude Levote - al contrario, un boicottaggio di massa dei contributi scolastici è l’unico modo per inchiodare il governo alle sue responsabilità. Per questo tutti i nostri militanti sono impegnati a portare alta nelle scuole la parola d’ordine del blocco dei contributi. In ballo c’è la lotta per il diritto allo studio, contro la scuola di classe che questo sistema sta costruendo giorno dopo giorno".

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