Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Olio, si salva solo la qualità: raccolta ko nelle campagne pisane

Si calcola che la produzione sia praticamente dimezzata rispetto all'anno scorso nelle aziende agricole della provincia di Pisa. Coldiretti avverte: "Attenzione alla provenienza dell'olio. Dubitate quando un litro di olio costa 2-3 euro: a volte non sempre dentro ci finisce solo olio"

Pochi sorrisi e tante preoccupazioni per gli olivicoltori pisani: raccoglieranno poco, addirittura la metà (-50%) rispetto alla passata stagione olivicola, e dovranno probabilmente fare i conti con le massicce quantità di olio importato da Nord Africa e Medio Oriente per compensare il crollo della produzione dei principali paesi come Spagna e Grecia (-17%) e far fronte alle richieste del consumatori. E’ una stagione poco felice che salverà solo la qualità del prodotto finale e soprattutto premierà le varietà tracciate e certificate come l’Igp Toscano che offre garanzie e trasparenza al consumatore finale. Probabili piccoli ritocchi al prezzo finale dovuti all’aumento dei costi di produzione per sostenere interventi e pratiche colturali.

La conferma arriva da Coldiretti Pisa che sta seguendo nelle campagne pisane la delicata ultima fase di maturazione delle olive nelle aziende agricole associate. “Il prossimo olio - analizza Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti - avrà probabilmente caratteristiche diverse da quelle a cui siamo abituati: più dolce e meno piccante ma non per questo sarà meno buono. Qualcuno magari lo preferirà. La stagione è stata caratterizzata da un andamento climatico anomalo che ha comportato ripercussioni fortemente negative sull’equilibrio vegeto-produttivo degli impianti olivicoli. In particolare durante la delicata e fondamentale fase della mignolatura e allegagione si sono registrati eventi meteorici e temperature che hanno sensibilmente condizionato la quantità di fiori allegati e quindi di olive”.

Le precipitazioni di luglio hanno esposto gli olivi all’attacco anticipato della mosca olearia che sono stati particolarmente feroci: “Le previsioni non sono positive  - ammette Daniela Giandalia del 'Podere La Casa' a Palaia - le pratiche colturali non sono state incisive come ci aspettavamo e raccoglieremo probabilmente il 50% in meno. Per salvare il salvabile anticiperemo la raccolta già alla metà del mese di ottobre: in 12 anni che produco olio non avevo mai dovuto affrontare una situazione simile”. L’extravergine del 'Podere La Casa' è entrato nella selezione dei migliori olii della Regione Toscana per la campagna olivicola 2013/2014: “Noi puntiamo sulla qualità, e l’indicazione di origine è un valore aggiunto sul mercato perché il consumatore riconosce subito il prodotto. Premia lo sforzo, l’investimento, la serietà. E’ scandaloso però trovare sugli scaffali, in giro per i supermercati, olio a 3 euro al litro: dentro non può esserci extravergine”. Gli fa eco Sandra Corsini dell’omonima azienda a Santa Luce: “E' un prezzo impossibile. Il prezzo giusto ed adeguato per un prodotto serio, genuino, tracciato, certificato e al 100% toscano è 10 euro, e già con quel prezzo ci andiamo in pareggio. Noi produciamo Igp Toscano: il bollino è una garanzia per il consumatore”.

In Provincia di Pisa l’olivicoltura significa poco più di 5.000 aziende, quasi 8 mila ettari di superfice destinati ad olivicoltura e 70.000 quintali di produzione di olio (dati Istat). “La riduzione del raccolto è generalizzata ed ha interessato tutto il paese - prosegue Filippi - ci saranno meno olive, e quindi meno olio: vincerà però la qualità che sul mercato fa la differenza”. Il calo di produzione sarà una goccia rapportata alla quantità nazionale di oro giallo Made in Italy mai però come in questo caso a rischio. Per Coldiretti occorre evitare che venga spacciato come Made in Italy olio importato come è stato peraltro addirittura denunciato con fumetti illustrati sul New York Times con il titolo 'Il suicidio dell`olio italiano'. “Per questo - sottolinea Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti - occorre applicare le importanti modifiche alla disciplina introdotta dalla legge salva olio approvata nel olive-4febbraio 2013 sotto il pressing della nostra organizzazione che contiene misure di repressione e contrasto alle frodi e di valorizzazione del vero Made in Italy, ma che ancora oggi è inapplicata per l`inerzia della pubblica amministrazione e per l`azione delle lobby a livello nazionale e comunitario”.

Il consiglio di Coldiretti ai consumatori è di verificare con attenzione l`etichetta dove, anche se spesso nascosto nel retro della bottiglia ed in caratteri minuscoli, deve essere riportato la scritta "ottenuto da miscela di olio comunitari od extracomunitari" se non si tratta di olio italiano al 100 per 100. Oppure di scegliere una delle 43 designazioni di origine riconosciute dall'Unione Europea e che garantiscono l'origine italiana, o meglio ancora, una delle varietà autoctone come l’olio Igp, una delle super-eccellenze olivicole nazionali. “L’importante - conclude Ascolese - è leggere bene l’etichetta ed evitare di farsi ingannare dal prezzo. Dubitate sempre quando un litro di olio costa 2-3 euro: a volte non sempre dentro ci finisce solo olio”.

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