Peccioli: riapre il parco preistorico dei dinosauri

La struttura, chiusa nel 2016 dopo 39 anni di attività per "motivi familiari", riaprirà a primavera. L'annuncio su Facebook

Foto Parco Preistorico Peccioli

Ancora non è stata fissata una data precisa, anche se si ipotizza possa essere a primavera. Riaprirà nelle prossime settimane il celebre parco preistorico di Peccioli gestito dalla famiglia Ghironi. L'attrazione, che richiamava visitatori e appassionati da tutta la Toscana, fu chiusa nel 2016 dopo 39 anni di attività per "motivi familiari". In queste ore, su Facebook, l'annuncio della prossima apertura. "La data - si legge in un post pubblicato dal parco preistorico sul celebre social network - non è stata ancora fissata: probabilmente saremo pronti ad accogliervi entro metà marzo, con orari e tariffe che pubblicheremo quanto prima. Stiamo lavorando sodo: ci rivedremo presto".

La notizia in poche ore è stata condivisa da tante persone. "I commenti di questi giorni - si legge ancora sulla pagina Facebook del parco - ci fanno un immenso piacere. C’è chi si ricorda delle sue visite da bambino con gli occhi trasognanti e le gambette frenetiche per andare alla ricerca di tutti i dinosauri; chi invece, già grande, si è già amichevolmente 'prenotato' per portare i nipoti dopo averci già cresciuto i figli - la più sincera e spontanea attestazione di quanto il parco preistorico sia luogo sicuro e accogliente per le famiglie. Ci preme far notare che questi incoraggiamenti rendono più solerte ed entusiastico il nostro lavoro per riaprire al più presto".

Come nacque il parco dei dinosauri

La struttura, che presenta ricostruzioni di dinosauri, venne fondata da un artista del circo, Erardo Ghironi, il quale decise non più giovanissimo, di ritirarsi dalla vita di tournée. Il luogo prescelto per 'fermarsi' fu la cittadina di Peccioli dove, con il consiglio di alcuni parenti, Erardo comprò due ettari di vigneto e vi costruì una casa, per sé e per i due figli. Col desiderio di cercare o, perché no, 'inventare' un lavoro che potesse ripagare le attività dello spettacolo itinerante, faticosissime ma gratificanti, Erardo e i figli si accorsero che quella loro terra era piena di conchiglie, di strane impronte, di resti fossili: i segni concreti di un'evoluzione della natura dalla preistoria ad oggi che proprio lì, anche sulla loro vigna, aveva lasciato tracce così evidenti.

Da quel ritrovamento venne l'idea di mostrare quei piccoli tesori del passato, e di corredarli con un itinerario di ricostruzioni che fosse sia scientificamente pertinente ed efficace per la didattica, sia caratterizzato dallo stile evocativo, spettacolare e volto all'intrattenimento che è cifra distintiva dell'attività circense. Il parco è stato per anni meta di gite scolastiche e di visitatori che hanno avuto l'occasione di tuffarsi nella preistoria.

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