Suolo pubblico: "Occupazioni abusive e richieste bloccate per mesi in Comune"

A denunciare "una situazione paradossale" i consiglieri di opposizione Picchi (Pd), Amore (M5S) e Auletta (Diritti in Comune). Un'attività ricorre al Tar

Foto d'archivio. Sotto i consiglieri Picchi, Auletta e Amore

Nove attività che hanno fatto domanda per il suolo pubblico senza mai ricevere una risposta. E altre 4 che invece lo hanno occupato abusivamente, senza richiedere alcuna autorizzazione. Succede sul litorale. A far emergere la situazione, che avrebbe spinto uno degli esercenti a fare ricorso al Tar per i mancati guadagni derivanti dai ritardi degli uffici comunali, la II Commissione di Controllo e Garanzia del Comune di Pisa. "In questa commissione - spiegano i consiglieri Olivia Picchi (Pd), Gabriele Amore (M5S) e Ciccio Auletta (Diritti in Comune) - abbiamo fatto un percorso di approfondimento sulle concessioni del suolo pubblico. Dopo un confronto con Sepi è emerso come dieci attività del litorale, tra febbraio e marzo, avessero fatto richiesta per occupare le aree esterne ai loro locali. Di queste dieci, nove non hanno mai ottenuto risposta".

"E' il Comune di Pisa - proseguono i consiglieri di opposizione - a rilasciare l'autorizzazione, dopo che Sepi raccoglie i pareri dei vari enti coinvolti nel procedimento. Nonostante i nulla osta ci fossero tutti, le richieste sono rimaste bloccate negli uffici comunali per mesi. Intanto è passata la stagione turistica, tant'è che uno degli imprenditori a luglio scorso ha fatto ricorso al Tar. Il rischio è che il comune debba pagare per i mancati introiti da parte dell'attività. Questa amministrazione parla tanto di valorizzare il commercio e le attività locali, ma i fatti dimostrano che invece se ne fregano".

Ma non è l'unica criticità emersa in Commissione. "Abbiamo anche scoperto - proseguono Picchi, Amore e Auletta - che 4 attività, sempre sul litorale, hanno invece occupato per mesi il suolo pubblico, senza nemmeno averne mai fatto richiesta. In tutto questo tempo la Municipale ha fatto solo un controllo a fine agosto, notificando ad ognuna di queste attività una multa di 179 euro. La cosa paradossale è che questi locali hanno ancora tavolini e gazebo montati all'esterno. Così si rischia di far passare un messaggio devastante: che è più conveniente pagare una multa, piuttosto che la tassa di occupazione del suolo pubblico".

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Sarebbero poi emerse problematiche "anche sui nuovi regolamenti sul suolo pubblico fatti dal Suap - concludono i consiglieri di Pd, M5S e Diritti in Comune - secondo l'interpretazione che ne dà Sepi, infatti, le autorizzazioni non potrebbero più essere concesse a tutte quelle attività cosiddette artigianali. Questo significa ad esempio che gelaterie e pizzerie, solo per fare due esempi, non potrebbero più avere tavoli e sedie all'esterno".

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