Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Lavoratori del pubblico impiego in sciopero: presidio all'ospedale Cisanello

Come in altre città toscane anche Pisa ha aderito all'agitazione nazionale per chiedere tutele e assunzioni

I lavoratori in presidio all'ospedale Cisanello (foto Fp Cgil Pisa)

Presidio questa mattina, 9 dicembre, di fronte all'ospedale Cisanello di Pisa in occasione dello sciopero nazionale del pubblico impiego proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa che coinvolge i comparti e le aree pubbliche di sanità, funzioni centrali e funzioni locali. Presidi si tengono in tutta la Toscana e anche nella città della Torre non è mancata la manifestazione.

Queste le rivendicazioni dello sciopero.

Assunzioni. "Servono enti pubblici efficaci per sostenere i cittadini e aiutare le imprese. Al contrario, oggi la PA ha dipendenti con un’eta media di 53 anni e dove vige il blocco delle assunzioni. Nei prossimi anni 500mila i lavoratori non saranno rimpiazzati, per questo serve un piano straordinario di assunzioni: per rinnovare la PA e per dare un futuro ai giovani e migliori servizi ai cittadini".

Lotta al precariato. "Oggi sono 170mila i lavoratori precari nella PA. E’ prioritario restituire dignità al lavoro e ai lavoratori. Serve un piano per le stabilizzazioni".

Sicurezza. "Ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, il personale deve essere dotato di adeguati strumenti di protezione individuale. Gli ambienti di lavoro devono essere sicuri, e occorre impedire che il personale subisca quotidianamente aggressioni: come capita agli operatori sanitari negli ospedali, ma anche ai lavoratori pubblici, spesso offesi e denigrati. Non solo: i carichi di lavoro devono essere sostenibili: basta turni che superano le 12 ore".

Rinnovi contrattuali. "I CCNL di sanità, enti locali, amministrazioni centrali sono scaduti da due anni. La pandemia ha dimostrato che il lavoro pubblico serve al Paese e i servizi pubblici per cittadini e imprese vanno rafforzati. Al Governo chiediamo più risorse per i contratti di tutti i lavoratori pubblici. Solo così possiamo dare servizi migliori a cittadini e imprese. Ma le risorse servono, sì, per il riconoscimento di salario, ma anche per riformare il sistema di qualificazione professionale: un punto fondamentale soprattutto per quella PA che vuole vincere la sfida dell’innovazione".

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