Cronaca

Scontri per la presenza di Salvini a Pisa: le reazioni

Esponenti del Partito Democratico condannano la violenza della manifestazione in centro, Confesercenti: "Sbagliato consentire il passaggio in Corso Italia"

La giornata di protesta contro Matteo Salvini di ieri, 23 febbraio, con momenti di alta tensione e violenza, ha generato inevitabili reazioni nella politica e non solo.

Reazioni politiche

Fra i primi a stigmatizzare quanto accaduto è il Partito Democratico di Pisa: "Condanniamo con forza ogni tipo di violenza ai danni di chiunque, democraticamente, eserciti il proprio pensiero politico. Basta con l'imbarbarimento e la violenza - ha detto il segretario provinciale Massimiliano Sonetti - la politica è altro. Preferiamo combattere le idee di chi soffia sul fuoco della violenza e non batte ciglio di fronte agli effetti che causa: guerra fra poveri, persone più sole e arrabbiate, proposte sulla libera circolazione delle armi. Tutto questo produce una società peggiore, ed è questo che dobbiamo combattere".

Il consigliere regionale e vicesegretario Pd Toscana Antonio Mazzeo: "Il Partito Democratico è e sarà sempre contro ogni forma di violenza e di provocazione e per questo condanniamo senza se e senza ma gli episodi che oggi a Pisa hanno portato agli scontri con le forze dell'ordine che invece ringraziamo per il loro difficilissimo lavoro. Quello di oggi è uno schiaffo a una città intera costretta a trascorrere ore blindata, militarizzata e teatro di scontri a tutto discapito dei normali e incolpevoli cittadini. La politica è un'altra cosa e noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi la fa usando il confronto, il dialogo e magari la dialettica anche aspra ma sempre e comunque nel rispetto degli altri. Al tempo stesso si faccia un esame di coscienza anche chi ha fatto delle continue provocazioni e del soffiare sul fuoco della paura, della rabbia e dell'intolleranza il suo modo di far politica. Lo fa quotidianamente a livello nazionale Salvini e lo fa allo stesso modo il candidato della destra a trazione leghista alla Camera nel collegio di Pisa. Da questo atteggiamento sconsiderato noi rifuggiamo con forza. Ma sia chiaro: non è con la violenza che possiamo batterlo, bensì sostenendo il 4 marzo la candidata Lucia Ciampi, il Partito Democratico e tutta la coalizione di centrosinistra. Solo così Pisa potrà rispondere efficacemente a ogni forma di violenza e provocazione e a un modo di far politica che non ci appartiene e non ci apparterrà mai".

Valeria Marrocco, candidata al Senato del Movimento 5 Stelle: "Quanto successo a Pisa deve far riflettere. Condanniamo senza appello la manifestazione violenta che ha tentato di impedire la parola ad una forza politica rappresentata in Parlamento. Salvini e la Lega Nord hanno diritto a manifestare il loro pensiero come sancito dalla Costituzione, anche se spesso usano toni inaccettabili. Credo che i pisani si siano accorti del paradosso di un leader che si racconta paladino della sicurezza e poi, ovunque va, porta scenari che con la sicurezza nulla hanno a che fare e finiscono in conto a Stato, cittadini ed esercizi commerciali. Penso ad esempio ai negozianti di Corso Italia che ieri hanno dovuto tenere chiusi i loro esercizi, così come alle forze dell'ordine destinate a garantire la giusta libertà di propaganda anche a chi come Salvini la usa in modo spesso poco responsabile. Mi chiedo e chiedo anche ai cittadini a chi giova questa atmosfera di conflitto violento, questo persino evocare il ritorno a periodi bui della nostra repubblica, come gli anni di piombo".

Partecipava alla manifestazione Potere al Popolo: "Rivendichiamo la nostra decisione di essere scesi in piazza per contestare la passerella elettorale di Salvini a Pisa. Prima delle pesanti cariche a freddo delle forze dell'ordine, tutti hanno potuto vedere una manifestazione bella e determinata, animata da comitati, associazioni e singoli che quotidianamente praticano la solidarietà, l'anti-razzismo e l'anti-sessismo. Una manifestazione che ha portato in piazza più del doppio delle persone radunate per ascoltare Salvini, molte delle quali viaggianti al seguito del capo della Lega. Potere al Popolo è parte integrante del movimento di base che, in tutta Italia, si sta riprendendo le piazze concesse a forze come la Lega, Casa Pound e Forza Nuova, che diffondono l'odio contro gli immigrati per distrarre dalle vere emergenze del paese. Come mai, nonostante l'ondata di violenze neosquadriste, il Minstro Minniti non intervenga per far rispettare la legge sciogliendo le organizzazioni neofasciste, ma dia invece indicazioni di reprimere le manifestazioni anti-fasciste? Come mai il Presidente della Regione Enrico Rossi, che con i suoi tagli alla sanità e ai servizi pubblici ha contribuito all'impoverimento generale e al disagio di cui si nutre il neofascismo, fa lezioni a mezzo stampa su come si fa anti-fascismo e prova maldestramente a criminalizzare chi ieri è sceso in piazza per rifiutare la 'guerra tra poveri'? La risposta è semplice: chi governa togliendo diritti ai ceti popolari si serve della destra come spauracchio per raccogliere voti".

Associazioni

Confesercenti punta il dito sulla gestione della contro-manifestazione: "Il centro storico di Pisa e la sua asse commerciale, Corso Italia, assediati per un pomeriggio. Una situazione che alla vigilia era ampiamente prevedibile e che si poteva evitare con maggiore buon senso". A parlare sono Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord ed il responsabile Simone Romoli: "Rimaniamo francamente perplessi sul fatto di aver autorizzato un corteo, potenzialmente a rischio, in Corso Italia. In pieno pomeriggio con persone che stavano tranquillamente facendo shopping. Condanniamo gli episodi di violenza sempre convinti che tutte le manifestazione debbano svolgersi comunque in maniera pacifica. Corso Italia non ci sembrava adatta, però, ad ospitare il corteo con commercianti che sono stati costretti a chiudere la propria attività. C'erano sicuramente alternative in grado di conciliare il legittimo diritto di manifestare con l'altrettanto legittimo diritto dei commercianti di svolgere il proprio lavoro".

Il sindacato di Polizia Siulp "esprime plauso e soddisfazione per l'operato della Polizia di Stato per la grande professionalità dimostrata durante il comizio elettorale del leader della lega il 23 febbraio a Pisa, un operato necessario a causa degli episodi di violenza posti in essere da soggetti il cui intento non è certamente il vivere democratico. Nel sottolineare la nostra notoria equidistanza da ogni partito politico, ritenendo inconcepibile ed inaccettabile ogni qualsivoglia impedimento di espressione a chi la pensa diversamente. Noi del Siulp pensiamo e sosteniamo da sempre che, solo ascoltando le posizioni di tutti ci si possa convincere liberamente e quindi decidere su chi fa politica vera, basata su argomenti seri e condivisi e su chi invece approfitta per fare passerelle elettorali e rivolgersi alla pancia dei cittadini, approfittando del profondo malessere che insiste nel nostro paese, e siamo altresì convinti che custodire e proteggere la vera democrazia rappresenti il modo migliore per combattere le insorgenze di vecchie ombre e sbiaditi ricordi".

Pietro Taccogna, segretario generale del sindacato di polizia 'Lo Scudo': "Come cittadino e sindacalista difendo il sacrosanto diritto costituzionale di esercitare liberamente il proprio dissenso anche con manifestazioni pubbliche ma, con altrettanta fermezza, condanno quei manifestanti che, abusando di quello stesso diritto, violano leggi dello Stato e disposizioni dell'Autorità volte a tutelare l'ordine pubblico e l'altrui diritto di riunirsi ed esprimere il proprio pensiero, condivisibile o meno che questo sia. Esprimo il mio rammarico da poliziotto quando la Polizia, che é posta a tutela di tutti, viene aggredita (e a volte ingenerosamente criticata) come fosse di parte. Il sindacato dei poliziotti 'Lo Scudo' auspica una netta presa di distanza da ogni forma di violenza, univoca e senza inaccettabili distinguo, da parte di tutte le istituzioni e di tutti i partiti, con espressioni di vicinanza ai feriti nell'adempimento del dovere".

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