Lipu e Wwf: "Stop al taglio degli alberi, il rispetto della natura e della legge lo impongo"

Secondo le associazioni ambientaliste il taglio pini davanti agli Arsenali Medicei che sta avvenendo in questi giorni contravviene a numerose normative

"Il Comune di Pisa rimandi tagli di piante ed arbusti ad un periodo più idoneo e prevedendo un opportuno reimpianto di altre specie arboree". E' la richiesta avanzata da Lipu Pisa e Wwf alta Toscana che sottolineano come "da marzo a fine agosto, in tutte le città si dovrebbe, per legge, avere un occhio di riguardo per tutta la biodiversità che vive i nostri ambienti urbani. Sulle piante in città nidificano gli uccelli, di cui durante la quarantena abbiamo ascoltato i soavi canti rieccheggiare e allietare le nostre strade. Nonostante il nostro ritorno ad una nuova normalità, loro, gli uccelli, sono sempre lì e questo è il loro periodo più delicato".

"Apprendiamo dall'Ufficio Verde del Comune di Pisa e dai cantieri, iniziati in data 3 giugno - proseguono - che sono in atto dei tagli nei confronti di quattro esemplari di Pinus pinea L. (Pino domestico) situati davanti alla facciata degli Arsenali Medicei sul Lungarno Simonelli. Per quanto riconosciamo che il Pino in città possa essere motivo di preoccupazione, fautore di danni ad infrastrutture ciclo-pedonali e talvolta possa mettere in pericolo la deambulazione dei cittadini e delle cittadine, non possiamo esimerci dal guardare ad ogni pianta come un essere vivente che dona alla nostra vita anche e soprattutto innumerevoli benefici, detti servizi ecosistemici".

Lipu Pisa rivolge poi un invito ai cittadini. "Se nei vostri Comuni - scrivono le associazioni ambientaliste - stessero riprendendo tagli e potature drastiche di alberi ed arbusti, queste operazioni potrebbero essere potenzialmente dannose per nidi, pulli ed uccelli che qui vi nidificano, oltre che rappresentare delle violazioni delle norme nazionali e regionali per la protezione e la salvaguardia della nostra biodiversità ornitica. Tagliando alberi ed arbusti in questo periodo, a meno che non ci siano perizie agrarie che accertino il pericolo della permanenza delle piante, si contravviene dunque alla seguente normativa: Legge nazionale 157/92, LRT 3/1994 – sulla distruzione dei nidi; LRT 30/2015 art.79 - forme di tutela della fauna; Decreto Ministeriale del 10 marzo 2020, articoli 9 e 11".

"In qualsiasi caso - concludono - bisogna, oltre che documentare opportunamente, avvertire tempestivamente e contattare almeno i Carabinieri Forestali e, nel caso decideste di inviare una mail, la Polizia Provinciale, gli Uffici Comunali e il Ministero dell'Ambiente, che procederanno alla verifica degli atti in corso e, in caso di qualsiasi tipo di violazione, fermeranno i lavori. La natura in città ci ringrazierà".

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