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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Pisa si conferma all’avanguardia per il trattamento del dolore cronico

L’impianto dello stimolatore di ultima generazione del reparto di Terapia del Dolore riesce a interrompere i segnali di dolore al cervello

Per 'spegnere' il dolore basta interrompere i segnali che arrivano al cervello? E’ questo il risultato di uno stimolatore di ultima generazione per il dolore cronico che è stato impiantato presso l’Unità di Terapia del Dolore di Pisa: una buona notizia che incoraggerà i numerosi pazienti che soffrono di dolore cronico che solo a Pisa e provincia corrispondono a circa 100mila persone (e un totale di 16 milioni in Italia). Una notizia molto rassicurante per le oltre 100mila persone che a Pisa e provincia soffrono di diverse forme di dolore cronico e per quante soffrono di neuropatia diabetica, come il caso del paziente che in questi giorni è stato sottoposto con successo all’innovativo trattamento.

"Questa nuova tecnologia richiede tempi brevi di ricovero e la possibilità di calibrare la potenza delle onde capaci di controllare il dolore del paziente. Le indicazioni per questo tipo di intervento sono numerose, tra cui anche la complicazione più temuta tra i diabetici, chiamata neuropatia - spiega Giuliano De Carolis, dirigente Medico Anestesista, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana di Pisa - che non solo aumenta il rischio di dolore cronico, ma anche quello di cadute, ulcerazioni cutanee, amputazioni e malattie cardiovascolari. E’ il caso specifico del paziente che è stato sottoposto all’intervento in questi giorni e siamo soddisfatti di riscontrare già notevoli miglioramenti grazie all’innovativo sistema di impulsi elettrici".

Una pratica collaudata quella di De Carolis che ora potrà avvalersi di un sistema innovativo di impulsi elettrici. Le calibrazioni degli impulsi vengono regolate successivamente all'impianto, rimuovendo 'su misura' il dolore persistente dei pazienti. Il sistema è composto da un generatore di impulsi ricaricabile posizionato sotto pelle e connesso a piccoli filamenti che trasmettono un segnale elettrico direttamente a livello del midollo spinale. Si tratta di un dispositivo in grado di rilasciare in sicurezza lievi impulsi elettrici ai nervi fra 2 e 10.000 HZ (e tutte le forme di onda disponibili), modulando la trasmissione dei segnali del dolore al cervello. Sono molte le peculiarità che rendono particolare e omni-comprensivo il dispositivo (non a caso di chiama OMNIA, prodotto da Nevro e distribuito in Italia da Theras Lifetech).

"Questa nuova tecnologia richiede ridotti tempi di ricovero (2 giorni) e - continua De Carolis - avvalendosi di un sistema wireless di ricarica, consente al paziente di ricaricare la batteria senza la necessità di reinterventi per la sostituzione. Tra le peculiarità del nuovo sistema, emerge il fatto che tutta la gamma di frequenze è contenuta all’interno del dispositivo. Questo consente al medico di calibrare, dopo l'intervento, la potenza e la durata delle onde utili a controllare il dolore del paziente avendo a disposizione tutte le modalità disponibili. Un vero e proprio passaggio epocale che consente di ottenere il miglior risultato perché le regolazioni vengono fatte successivamente all’intervento".

E’ dal 1990 che i pazienti di Pisa e provincia hanno come punto di riferimento per il dolore cronico  l’Unità di Terapia del Dolore della AOUP. Una vera e propria rete ospedaliera estesa a tutto il territorio provinciale e non solo. E' molto alto il livello di servizio proposto dal reparto specializzato di Pisa che vanta, tra le possibilità terapeutiche, la recente introduzione di un device di ultima generazione capace di modulare i segnali di dolore al cervello. "Il nostro servizio è operativo da oltre 25 anni e viene gestito da un’equipe di medici e infermieri specializzati, pronti ad accogliere i pazienti che accedono sia per consulti ambulatoriali sia per interventi in sala operatoria. L’offerta può contare anche su 4 posti letto dedicati per day hospital e degenza ordinaria. Elevato il livello di competenza e strumenti adeguati per affrontare gli interventi chirurgici - prosegue De Carolis - che raggiungono fino a circa 800 casi in un solo anno. La cronicizzazione è un avversario difficile ma può essere sconfitto e la tecnologia ci sta supportando in questa evoluzione di nuove tecniche sempre più innovative".

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