Movida, task force per la sicurezza: si accende il dibattito

Tra favorevoli e contrari, fa discutere la proposta del deputato Ziello: tra i punti sotto i riflettori l'utilizzo delle guardie private

Fa discutere l'idea del deputato della Lega Edoardo Ziello di dare vita ad una task force per combattere la malamovida con il coinvolgimento diretto delle associazioni di categoria e utilizzando anche, sul modello di Cascina, la vigilanza privata in rete con le altre forze dell'ordine.
Da un lato l'intenzione di Ziello trova parere favorevole in Confcommercio. "Gli imprenditori hanno tutto l'interesse a lavorare in una città sicura e decorosa, dove il rispetto delle regole è garanzia per tutti: residenti, commercianti, turisti - afferma il direttore Federico Pieragnoli - prioritario resta il controllo capillare della città e delle zone più a rischio, compito estremamente delicato che non può essere delegato a nessun altro che non siano forze dell'ordine e Polizia municipale. A partire da questa premessa, gli imprenditori pisani confermano la volontà di collaborare per rendere la città più sicura, vivibile e accogliente".

Per Confcommercio, la strada maestra è quella di valorizzare e coinvolgere gli imprenditori in regola e colpire tutti coloro che si muovono fuori dalle norme: "Il punto è sempre questo. Se parliamo di movida occorre stroncare risolutamente il fenomeno inaccettabile degli abusivi e di quelle attività che alimentano da anni questo circuito vizioso. Se si parla di sanzionare gli irregolari noi siamo in prima fila: chi sbaglia è giusto che paghi, ma gli obiettivi da perseguire debbono essere chiari per tutti - prosegue Pieragnoli - confermiamo che da parte degli imprenditori pisani onesti c'è grande disponibilità alla collaborazione e al rispetto delle regole. Loro sono le prime sentinelle e vogliono lavorare in un luogo sicuro e decoroso. Ascoltiamoli ed evitiamo di gravarli di oneri insostenibili. Alla fine, i benefici saranno per tutti".

Un 'no' deciso all'utilizzo delle guardie private arriva invece dal gruppo consiliare Diritti in comune. "Si tratta di una scelta gravissima, su cui chiediamo al questore e al prefetto di Pisa di intervenire per impedire alla amministrazione comunale pisana di procedere in tale direzione - affermano dal movimento di Ciccio Auletta - si cerca infatti di introdurre surrettiziamente una sorta di polizia al servizio della Giunta. Di fronte alle fallimentari politiche securitarie del loro Ministro degli Interni, che combatte i poveri e i richiedenti asilo invece di colpire la criminalità, la Lega sul territorio utilizza società private per privatizzare di fatto la sicurezza, facendone un business e erodendo così uno dei cardini dello Stato. È un provvedimento, anche in questo caso, di pura propaganda che non renderà nessuno davvero più sicuro. Legittima difesa, decreti sicurezza, militarizzazione della Polizia municipale dotata di manganello e spray urticante, affidamenti a guardie private di servizi prettamente statali costituiscono un mix esplosivo, che nulla ha a che vedere con lo Stato di diritto né con il contrasto alla criminalità, ma che fa assomigliare le nostre città sempre di più al Far West".
"Per queste ragioni - concludono da Diritti in comune - solleveremo subito la questione in Consiglio Comunale per capire quali sono le reali intenzioni della Giunta, e chiediamo sin d'ora alle autorità competenti, prefetto e questore, di intervenire per fermare simili provvedimenti".

Chiedono chiarimenti dal gruppo consiliare del Partito Democratico che ha presentato un'interpellanza al sindaco e alla Giunta per sapere "quali iniziative di approfondimento e di verifica sono state eventualmente ipotizzate o intraprese dal Comune di Pisa intorno alla questione della partecipazione di soggetti privati al miglioramento della situazione della sicurezza in città; quali iniziative sono state eventualmente ipotizzate o intraprese per un maggior intervento delle forze di polizia istituzionalmente competenti; quali iniziative sono state eventualmente ipotizzate o intraprese al di fuori dell’ambito 'securitario' visto che "la questione di una 'movida' in sintonia con le caratteristiche, le esigenze e i ruoli della città di Pisa richiede innanzitutto che si registri un significativo aumento delle forme di aggregazione e di crescita culturale".

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