Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Volterra: intervento dell’amministrazione comunale in merito ai dati sulla mostra del Rosso Fiorentino

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La mostra del “Rosso Vivo” è iniziata il 23 maggio scorso, non certo a fini elettorali, altrimenti potevamo fare come è stato fatto nel 2009 per la mostra di Pieter De Witte (Pietro Candido), che è stata inaugurata una settimana prima, quindi con il tempo necessario per poter essere usata in campagna elettorale, e non il giorno prima delle elezioni come è accaduto a maggio 2014.

Per quanto riguarda i numeri della mostra del Rosso Vivo, fortunatamente ancora devono crescere e soprattutto devono essere svolti ancora tutti gli eventi ad essa collegati, come del resto già programmati nella convenzione tra il Comune di Volterra e Arthemisia. Esaminare i dati è sempre complicato, ci vorrebbe calma e soprattutto una visione che sia non solamente matematica, ma anche interpretativa dei dati di cui si dispone sottomano. In pratica esaminando i dati semplici, disaggregati, la tendenza è quella di cercare quello che si trova. La prima cosa da osservare nella valutazione di Paterni è che lui ha preso in considerazione solo i dati dei biglietti staccati facendo un puro conteggio matematico. Ma i visitatori dei musei sono tutti coloro che entrano in una struttura, sia che abbiano comprato il biglietto nella stessa struttura o che lo abbiano fatto altrove, come pure tutte le persone che sono entrate dentro per altri motivi, senza avere il biglietto (tipo ingressi nelle notti bianche o per conferenze o altri eventi). Quindi in primis l’errore è dovuto alla concezione di visitatori da parte del Paterni, che facendo un calcolo solo dei biglietti venduti non ha preso in considerazione la cosa più importante: la mobilità del visitatore fra una struttura e l’altra. Mobilità che quando venne creato il biglietto unico (aprile 1991) era stata fortemente considerata un punto di forza perché consentiva al turista di permanere di più a Volterra e quindi di poter entrare nei negozi o nei bar o altro (il Paterni era in giunta allora). La valutazione sull’incasso non può essere fatta per periodi brevi, senza tenere conto degli scostamenti derivanti dal cambiamento delle tipologie di ingressi, che cambiano fortemente durante l’anno, pertanto se a settembre, come si presume, aumenteranno sensibilmente i biglietti singoli e ridotti e soprattutto ci saranno più gruppi, gli incassi saranno maggiori. Il Comune non ha contribuito economicamente alla mostra Rosso Vivo, a differenza della mostra del De Witte dove il comitato “Volterra per De Witte” vista la delibera del 2008 faceva esplicita richiesta di euro 50000 come contributo straordinario.

La mostra terminerà a dicembre 2015, e sicuramente i numeri saranno ben diversi. Certo non prendiamo lezioni da chi prima di noi (in particolare da componenti della minoranza di Volterra Futura) era presenta all'interno dell'organizzazione della mostra di De Witte. Vista la fallimentare riuscita, molto probabilmente l'attuale opposizione penserà che possa accadere qualcosa del genere al Rosso Vivo, ma sinceramente ripetere una tale debacle ci sembra molto improbabile. Il capo gruppo dell'opposizione è in attesa di un possibile rientro al Consorzio Turistico, troppo preso a pubblicizzare eventi degli altri Comuni ma niente sull'evento Rosso Vivo, ma si sa, è meglio criticare quello che fa l'amministrazione piuttosto che dare una mano. Crediamo e ribadiamo che la mostra avrà margine di crescita e soprattutto porterà turismo alla città, noi insieme ad Arthemisia siamo impegnati perché i numeri possano cambiare tendenza. Sappiamo che con la grande cultura non è facile fare affari, ma allo stesso tempo siamo convinti che la cultura non abbia prezzo, e la città meriti questo e tanto altro. I numeri sono numeri, è vero, ma sicuramente possono essere interpretati in molti modi. De Witte insegna!

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