Economia

Terme di Casciana, l'assessore regionale Bugli: "Stiamo lavorando per trovare soluzione adeguata"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“Sono in corso contatti per corrispondere, contemporaneamente, alle esigenze dettate dal Consiglio, e dal relativo piano di razionalizzazione delle partecipate, e a quelle che giustamente sono poste dal Comune di Casciana Terme Lari”. Così l’assessore regionale, Vittorio Bugli, nella sua risposta all’interrogazione presentata da Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) in merito alla vendita delle quote di partecipazione possedute dalla Regione nel capitale sociale di Terme di Casciana spa.

“A oltre un mese dall’approvazione del bando – ha spiegato l’assessore – non sono ancora pervenute manifestazioni di interesse all’acquisto della partecipazione detenuta dalla Regione nelle Terme di Casciana, partecipazione che rappresenta il 75,66 per cento del capitale della società”. Nel ricordare che il termine scadrà il prossimo 31 maggio, Bugli ha informato il Consiglio che il Comune di Casciana Terme Lari ha presentato alla Regione una proposta “di tipo informale” a febbraio scorso con la quale il sindaco “non manifesta l’intenzione di acquisire le azioni detenute dalla Regione nella società Terme di Casciana, ma propone la retrocessione degli stabilimenti termali, gravati da mutuo, di cui Bagni di Casciana detiene l’usufrutto, alla proprietaria Terme di Casciana per poi provvedere alla messa in liquidazione di quest’ultima con conseguente assegnazione dei beni ai soci, Regione e Comune”.

“Il Comune in particolare – ha proseguito Bugli – propone l’assegnazione totale delle quote di Bagni di Casciana all’ente comunale e la relativa diminuzione della percentuale di proprietà dell’immobile assegnata in comunione a Regione e Comune. La società Bagni di Casciana si farebbe carico di un affitto per l’utilizzo degli stabilimenti termali”. L’assessore ha quindi spiegato che la soluzione prospettata dal Comune “non risponde a quanto richiesto nel bando di manifestazione di interesse per cui, sebbene non formalizzata, non potrebbe essere presa in considerazione ai fini del bando stesso”. La procedura per la cessione della partecipazione è infatti già regolamentata dal piano di razionalizzazione che prevede l’iter da seguire per la dismissione della partecipazione. “Se ci saranno riscontri al bando – ha spiegato – si procederà con un’asta pubblica per la vendita delle quote. Nel caso non vi siano manifestazioni di interesse, la Regione potrà valutare l’opportunità di procedere all’asta pubblica. Nel caso di espletamento della gara, il bando pubblico dovrà essere pubblicato entro il 30 settembre. A seguito di un eventuale esito negativo della manifestazione e della gara pubblica, si procederà ad effettuare un’offerta formale di acquisto al socio Comune”. “In caso di esito negativo dell’offerta di acquisto del Comune – ha spiegato ancora l’assessore – la Regione potrà procedere allo scioglimento e alla messa in liquidazione della società detenendo la maggioranza del capitale sociale. In questo caso la Giunta potrà dettare criteri di liquidazione finalizzati all’assegnazione dei beni immobili di interesse pubblico che dovessero residuare dopo il soddisfacimento dei creditori sociali”.

Bugli ha inoltre confermato che della manifestazione è stata data “ampia informativa”. “Il bando è stato pubblicato sulla banca dati della Regione fin dal giorno della sua certificazione, sul Burt e su giornali a tiratura nazionale”. “Abbiamo ancora alcuni giorni davanti e continueremo a lavorare nell’interesse pubblico”.

Parzialmente soddisfatto della risposta si è detto Donzelli che pure ha rimarcato “l’incapacità delle amministrazioni regionale e comunale delle quali non abbiamo granché fiducia”. “Vedremo – ha concluso – se nei prossimi giorni sarà trovata una soluzione evitando così di recare danno al territorio e alle casse pubbliche”.

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