Domenica, 26 Settembre 2021
Politica Marina di Pisa

Porto di Marina, Bini (Rifondazione Comunista): "E le terre di scavo?"

Presentata una interrogazione dall'esponente comunista in consiglio comunale che chiede la destinazione dei materiali di scavo che si trovano lungo l'Aurelia e all'interno del cantiere del porto

E' stata presentata al sindaco una interrogazione del capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale Maurizio Bini per conoscere la destinazione dei materiali di scavo derivati dal porto di Marina di Pisa, a pochi giorni dal suo allagamento previsto per sabato. “E’ da almeno dal giugno dello scorso anno - così scrive il capogruppo in consiglio comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Bini - che, tra l’ex discarica del Comune di Pisa di Croce al Marmo e la via che porta all’insediamento di Montacchiello, sono accumulati materiali inerti, in ingente quantità, proveniente, come risulta dalla risposta fornita ad un interrogazione del consigliere di Rifondazione Comunista in Consiglio provinciale, Andrea Corti, dall’aerea ex Motofides e dagli scavi per la realizzazione del Porto di Marina, materiali inerti, cioè terre di scavo che, come dice la Provincia in questa stessa risposta, sono state escluse dalla normativa dei rifiuti e per le quali comunque la Boccadarno spa ha presentato una proposta, accettata da una apposita Conferenza di servizi, per la loro gestione”.

“Sono però venuto a sapere - così continua Bini - che depositi di terre di scavo del Porto di Marina, analoghi a quello di Croce al Marmo, si trovano lungo l’Aurelia in località I Mortellini e all’interno del cantiere del Porto stesso”. 

“Chiedo allora al sindaco Filippeschi - così conclude Bini - di sapere se sono state rispettate le norme di legge in materia, a partire dal cosiddetto Codice dell’ambiente che prevede, tra le altre cose, che le terre di scavo possano essere utilizzate a patto di precise condizioni, come ad esempio, si sia accertato che non provengano da siti contaminati, sia garantito un elevato livello di tutela ambientale e che occorre, comunque un apposito progetto che deve essere approvato dall’autorità titolare del relativo procedimento”.

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