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Ordinanza anti-bivacco, Diritti in comune: "Sicurezza questione troppo seria per dei buoni a nulla"

Dure le parole della coalizione di Ciccio Auletta che criticano il provvedimento emanato pochi giorni fa dal sindaco: "Riprendiamoci strade e piazze con atti di disobbedienza civile"

"Nel pieno del Ferragosto, in una città vuota di turisti e studenti da mesi a causa della emergenza Covid, mentre la discussione pubblica è come far rivivere gli spazi pubblici, le strade e le piazze, il sindaco Conti riesce nel miracolo di riesumare l'ordinanza con cui si vieta di sedersi sui gradini di chiese, monumenti, edifici, riproponendo addirittura anche la norma fachiresca per cui non si potrebbe dormire sulle rastrelliere. Oltre il surreale. Un'azione disperata da parte di chi non sa più come far rimbombare la propria propaganda. Cercare di rinverdire i fasti dei primi mesi di amministrazione, quando il vuoto di cui si ammantava non era ancora così evidente, vuol dire proprio non sapere più che pesci prendere: la propaganda securitaria, tra manganelli, taser, e ora saldature di tombini, ha evidentemente fallito". A criticare la nuova ordinanza anti-bivacco emanata dal sindaco di Pisa Michele Conti è il gruppo consiliare di Diritti in comune.

"La sicurezza è una questione seria, troppo seria per dei buoni a nulla, a cui ora tocca di nuovo trasformarsi in sceriffi per provare a far tacere le critiche di fronte ai recenti atti di vandalismo nel centro storico - affermano dalla coalizione di Ciccio Auletta - ma questi provvedimenti, come già ampiamente dimostrato, hanno solo l'effetto di rendere meno accogliente la città per tutti e di perseguire il disagio sociale, a cui evidentemente si sceglie di non dare risposte neppure in un momento come questo. Alla desertificazione culturale che questa Giunta sta portando avanti si connette così una politica di restringimento della fruizione dello spazio pubblico, sempre più presidiato da forze militari e di polizia di ogni tipo: l'assessora commissariata Bonanno arriva persino ad invocare l'intervento dei parà per le strade".

"A noi cittadine e cittadini resta la possibilità di riprenderci insieme strade e piazze, con atti di disobbedienza civile e rilanciando forme di vita sociale e culturale, che ridiano linfa alla nostra comunità contro chi vuole trasformare la città in una caserma vuota" concludono da Diritti in comune.

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