Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Partecipazione e rappresentanza: la proposta di Una città in comune e Rifondazione Comunista

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il tema della partecipazione è stato uno dei temi cardine per il programma della coalizione Una città in comune - Rifondazione Comunista. La nostra ottica è radicalmente diversa da quella di questa maggioranza. Riteniamo che i CTP, come abbiamo già rilevato non siano adeguati a favorire efficaci percorsi partecipativi per almeno due ragioni: il metodo usato per indicare i consiglieri, nominati dai capigruppo e non attraverso consultazioni popolari, e lo svuotamento di funzioni, che rende i CTP semplicemente dei luoghi utilizzati dalla Giunta per avere una serie di “sì” sulle scelte più importanti, senza passare attraverso un dibattito articolato e approfondito con la cittadinanza. Per questo abbiamo deciso di non nominare nostri rappresentanti e di avviare invece un percorso a lungo termine per rispondere al bisogno di partecipazione dei cittadini, innanzitutto partendo dall’individuazione di nostre antenne sul territorio, nei diversi quartieri della città.

Questo è per noi l’inizio: alcune persone diventeranno per noi i primi  referenti nel territorio in modo da cogliere esigenze, proposte e criticità fra i cittadini: i loro nomi saranno pubblicati sui nostri siti web e sarà possibile contattarli direttamente. Il nostro obiettivo è quello di far sì che i cittadini possano diventare sempre più referenti per i propri quartieri. A questo si aggiungono attività per la trasparenza che abbiamo già cominciato a fare, a partire – ad esempio – dal fatto che sul sito di Una città in comune è stato pubblicato il parere del Collegio dei Revisori dei Conti sul Bilancio per il 2014. Questo è ancora pochissimo rispetto a quanto ci siamo prefissati, ma d’altro canto poco spazio resta quando un’Amministrazione decide di affrontare corsa senza senso e senza discussione reale con la città per arrivare all’approvazione del bilancio prima della fine dell’anno, con la conseguenza (peraltro già verificatasi in passato) che nei prossimi mesi ci saranno continue variazioni. E già ci chiediamo come saranno discusse e decise. Al contrario, noi intendiamo lavorare perché si possa realmente fare un bilancio partecipativo: e per poter arrivare a questo è assolutamente necessario che ci sia una presenza diffusa e costante nei quartieri.

In questo quadro noi continuiamo a proporre un insieme di strumenti, di cui il Bilancio Partecipativo è uno dei pilastri e che inoltre prevede: Assemblee Territoriali (zona/quartiere) aperte per informazione, raccolta dei bisogni diffusi e decisioni in ordine alle priorità di intervento; Tavoli di confronto con la partecipazione di politici, tecnici, cittadini per effettuare verifiche di compatibilità delle scelte di priorità scaturite dalle assemblee, Atti di programmazione per inserire nel Bilancio di Previsione, nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, e nel Piano Esecutivo di Gestione le priorità di intervento che hanno ottenuto valutazione congiunta positiva ai tavoli di confronto; Assemblee di rendicontazione in cui tecnici e politici rispondono del proprio operato in ordine allo stato di attuazione degli interventi recepiti negli atti di programmazione e agli interventi valutati negativamente ai tavoli confronto la cui mancata attuazione ha impedito il soddisfacimento di diritti e di bisogni delle singole comunità. Come si capisce, sono strumenti partecipativi integrati fra loro, e che prefigurano una forma di governo alternativa della città, in cui i politici e i tecnici sono continuamente a confronto con i cittadini per decidere insieme. Inutile sottolineare che i CTP hanno una funzione meramente consultiva e che, visto che i rappresentanti sono nominati dai partiti, i cittadini rischiano facilmente di trovarsi esclusi dai processi decisionali, mentre con i percorsi che proponiamo noi sono fortemente chiamati a diventare protagonisti.

Allo stato attuale, noi vogliamo intanto garantire una maggiore capillarità nell’ascolto e fornire sedi ampie di discussione, anche attraverso la costruzione di assemblee in cui far emergere davvero la voce dei cittadini, per affrontare sia esigenze e criticità dei quartieri, che questioni che riguardano tutta la città. Abbiamo già cominciato a farlo con un’assemblea aperta sulla gestione dei rifiuti, a cui hanno dato il proprio contributo degli esperti (tecnici e amministratori) del settore; ora stiamo preparando un’assemblea pubblica sul bilancio il 16 dicembre: in questa sede illustreremo il bilancio, presenteremo le nostre proposte (ordini del giorno ed emendamenti), ascolteremo le istanze dei cittadini.

Non siamo al governo della città e le nostre proposte non corrispondono a quelle della maggioranza

Inizia così, in parallelo e decisamente in alternativa con il nuovo ciclo dei CTP, un’esperienza che vogliamo parta dal basso, così come da esigenze partite dal basso è nata la nostra coalizione.

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