L'ora legale: una storia controversa destinata a finire?

L'intuizione di portare avanti le lancette fu di Benjamin Franklin. In Italia esiste dal 1916, ma fra due anni potrebbe estinguersi

Calcolatrice in una mano e cuscino nell'altra: quando arriva la primavera si ripresenta sempre l'annoso dilemma dell'ora legale. E' un vantaggio o uno svantaggio portare avanti di un'ora le lancette dell'orologio e avere più luce alla sera? La popolazione è divisa praticamente equamente fra chi è favorevole e chi, invece, combatte strenuamente contro questa prassi comune in quasi tutto il mondo. Ma c'è chi avrebbe deciso di abolire questa convenzione.

1. Benjamin Franklin

La prima teoria in merito all'ora legale risale addirittura al Settecento. L'americano Benjamin Franklin (l'inventore del parafulmine) capì che facendo adattare l'orario ai cambiamenti della luce, durante l'estate si sarebbe risparmiato molto in energia destinata all'illuminazione. Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America, pubblicò sul "Journal de Paris" alcune riflessioni nelle quali si poneva l'obiettivo di risparmiare sulla spesa in candele. Per la stravaganza delle proposte (come mettere un cannone in ogni via, che spari un colpo per svegliare gli abitanti), non trovarono seguito. Sostanzialmente Franklin non propose di spostare il tempo, bensì di obbligare, esercitando varie forme di pressione (tassazione delle persiane, razionamento candele, divieto di circolazione notturna, ed una sveglia rumorosa all'alba), a forzare la popolazione ad alzarsi ad orari più mattinieri.

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