Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca San Giusto / Via dell'Aeroporto

Aeroporti, pista più lunga a Firenze: "Non è un modo per ingrandire il Vespucci"

Il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis ha chiarito il ruolo dei due scali toscani, nonostante l'allungamento della pista richiesto da Enac: Firenze resta un city airport, mentre a Pisa il ruolo di aeroporto internazionale

Non c'è nessuna volontà di ampliare l'aeroporto di Firenze, a discapito di quello di Pisa. L'allungamento della pista del 'Vespucci' richiesto da Enac aveva scatenato ieri un putiferio, rimettendo in discussione tutto il processo di costituzione della holding tra i due scali toscani, come aveva chiarito lo stesso governatore Enrico Rossi ("la pista dell'aeroporto o sarà di duemila metri o non sarà"). Ma è il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis, che ieri ha incontrato al Ministero i vertici di Enac, a rassicurare tutti, in primis le istituzioni pisane. "Se c'è una cosa che non possiamo permetterci, e il governo non può consentire, è l'immobilismo. C'è bisogno di attrarre, portare turisti, creare lavoro e far competere i territori con un piano nazionale degli aeroporti che presenteremo a fine novembre e che definirà il quadro di sviluppo italiano. La Toscana, per il governo, è oggi il modello di riferimento nelle governance aeroportuali grazie alle scelte condivise che ci hanno permesso di scalare la serie A, uscendo dal cono d'ombra del declassamento di Pisa e Firenze a scali di interesse regionali e marginali - ha detto D'Angelis - la costituzione della holding regionale deve spazzare via ogni timore e rendere anacronistico discutere come se fossimo nel medioevo tra città in guerra e dentro le mura". 

"Il Piano Nazionale dei Trasporti - ha spiegato D'Angelis - non tratta più gli scali di Pisa e Firenze come separati e in competizione, ma li considera come un sistema unico regionale con un ruolo strategico nel panorama nazionale. La road map definita proprio al Ministero prima dell'estate e insieme agli amministratori locali, assegna a Firenze il ruolo di city airport e a Pisa di aeroporto internazionale, ognuno con la propria specificità e struttura logistica e trasportistica. L'aeroporto di Firenze vede confermata, anche nell'incontro di oggi con Enac, la tipologia di scalo a medio raggio con il vincolo della pista monodirezionale (che non consente il superamento di un determinato volume di voli e di passeggeri). Da Firenze, in sostanza, non partiranno mai gli aerei di grande potenza per voli intercontinentali a lungo raggio di categoria sopra la classe C. La lunghezza della pista e le prescrizioni previste oggi da Enac non rimettono in discussione lo schema dei due aeroporti, che resta una scelta strategica delle istituzioni, né tantomeno il ruolo di Pisa che è centrale nel sistema toscano".

La pista di 2.000 metri, più i 240 metri di resa in testa e in fondo alla pista non asfaltati, ha chiarito Enac, "non è un modo per cercare di ingrandire l'aeroporto di Firenze oltre il ruolo previsto, ma consente maggiore sicurezza e minori impatti ambientali sia in termini di rumore che di qualità dell'aria".


"Sicuramente - ha concluso D'Angelis - sarebbe stato utile e necessario aver chiarito tutte le questioni tecniche nel corso della discussione sul Piano di indirizzo territoriale svolta in Consiglio Regionale. Avremmo evitato alcuni equivoci e l'ennesimo dibattito sulla lunghezza della pista che dura da venti anni. Ma oggi abbiamo il compito di guardare al futuro della Toscana, recuperando il gap infrastrutturale per rafforzare e integrare i due scali".

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