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Cronaca

Apertura al pubblico per la cappella di Sant'Agata da poco restaurata

L'occasione è la festa di Sant'Agata del 5 febbraio. Visita possibile dopo la cerimonia delle 12 e nel pomeriggio dalle 15

Il giorno della memoria liturgica di Sant’Agata, il 5 febbraio, il Comune di Pisa apre alla visita della cittadinanza il suggestivo edificio dedicato alla vergine martire catanese. L’apertura dell’antica cappella, situata nella zona absidale della chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno (ingresso da via San Paolo), era stata annunciata dal sindaco Michele Conti in occasione della presentazione dei lavori di restauro eseguiti. 

Il programma della giornata prevede alle ore 12 una breve cerimonia religiosa presieduta dall’Arcivescovo Metropolita Giovanni Paolo Benotto che, alla presenza del Sindaco, della Giunta e dei consiglieri comunali, benedirà la cappella. A seguire, il racconto della storia della Santa e delle origini del suo culto a Pisa da parte di Maria Luisa Ceccarelli Lemut, e l’illustrazione dei lavori di restauro curati dal Comune di Pisa, grazie al contributo della Fondazione Pisa, a cura dell’architetto Roberto Pasqualetti e dei restauratori Silvia Bartalucci e Federico Galli.

L’edificio sarà visitabile anche nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, grazie ai volontari dell’associazione culturale Il Mosaico, con l’illustrazione dei lavori di restauro. L’ingresso sarà contingentato fino alla capienza massima, nel qual caso l’accesso avverrà per flussi. Per l’occasione sarà distributo un depliant illustrativo.

Il culto di Sant’Agata arrivò a Pisa probabilmente con la liberazione di Catania dai saraceni: la prima attestazione certa è nel privilegio con cui il papa Onorio II il 21 luglio 1126 estese all’arcivescovo di Pisa l’uso del pallio nella solennità di sant’Agata, il 5 febbraio. Per quella festività e nei due giorni seguenti veniva esposto il preteso cranio della santa, tuttora conservato nella chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno: l’evento suscitava ancora alla fine dell’Ottocento gran concorso delle madri impegnate nell’allattamento. L’importanza del culto è testimoniata anche dall’oratorio ottagonale a lei intitolato, eretto nell’ambito del complesso monastico intorno alla metà del XII secolo.

A Pisa, a pianta ottagonale è anche la chiesa di San Sepolcro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (ora di Malta), testimoniata dal 1138: la forma dei due edifici riprende sia il Templum Domini - come i crociati chiamarono la Cupola della Roccia sulla spianata del tempio a Gerusalemme - sia l’edicola sopra il sepolcro di Cristo; ad essi si aggiunge, poi, il Battistero, iniziato nel 1152, che ripete le misure e il numero di sostegni dell’Anastasis di Gerusalemme, il luogo della sepoltura e della resurrezione di Cristo. A Pisa, dunque, cosa che non accade in nessun’altra città, si possono ammirare ancora tre edifici strettamente legati a Gerusalemme, eretti a opera dell’architetto Diotisalvi che mostrano come i rapporti con la Terra Santa, spesso visti in un’ottica esclusivamente commerciale, investivano in realtà ambiti molto più vasti, culturali e religiosi.

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