Cronaca Barbaricina / Via Andrea Pisano

Spazi Via Pisano: ancora richieste per l'assegnazione a Rebeldìa

Dopo l'appello di Ingegneria Senza Frontiere, sono le Comunità senegalese e bengalese di Pisa e il Progetto Cabron stavolta a chiedere al Comune che gli spazi di Via Pisano siano assegnati a Rebeldìa

La Comunità senegalese e quella bengalese chiedono l'assegnazione degli spazi a Rebeldìa

Si torna a parlare di Rebeldìa e di spazi di Via Andrea Pisano, dopo la lettera che abbiamo ricevuto la scorsa settimana da Ingegneria Senza Frontiere che chiedeva l'assegnazione della struttura al Progetto. Riceviamo e pubblichiamo altre due lettere di chi, come Ingegneria Senza Frontiere, sostiene il bisogno degli spazi per favorire la socialità e avere un luogo di ritrovo.

LA COMUNITA' SENEGALESE E LA COMUNITA' BENGALESE DI PISA

"E' dal febbraio 2011 che alla città di Pisa, ma soprattutto alle comunità migranti di questa città, manca lo spazio del Progetto Rebeldìa. Da anni infatti era il punto di riferimento per i migranti, grazie alle varie attività  che vi si svolgevano come lo sportello di consulenza legale tenuto dal' Ass. Africa Insieme e la Scuola di italiano organizzata dall'Ass. El Comedor Estudiantil, ma anche per la possibilità che lì avevamo di organizzare i nostri spazi di discussione, le nostre assemblee e anche le nostre feste tradizionali, modo per noi di sentirci a casa in un paese straniero ma soprattutto di far conoscere la nostra cultura e le nostre origini.

Abbattere le distanze e costruire ponti nei momenti critici che anche la città di Pisa ha attraversato dal punto di vista dell'immigrazione (ordinanza anti-borsoni, sgomberi dei campi Rom), è sempre stato e rimane un obiettivo che il Progetto Rebeldia ha perseguito negli anni affiancando i migranti, irregolari e regolari, nelle loro lotte e istanze come nelle loro rivendicazioni di diritti e denunce di discrimanzione, colmando spesso l'assenza istituzionale e dei servizi sul territorio.
Per quanto adesso le attività di consulenza e la scuola continuino in altri spazi, chiediamo che il Comune di Pisa assegni il più velocemente possibile lo spazio di Via Pisano al Progetto Rebeldia  e quindi alle comunità migranti che da sempre vivono quello spazio.
Oggi saliamo, quindi, sulla metropolitana rebelde per costruire una città diversa in cui parlare di spazi sociali possa immediatamente richiamare l'idea e la progettualità del Progetto Rebeldia, di uno "spazio" che genera altri "spazi" e possibilità".


PROGETTO CABRON

"A nove mesi dagli accordi stipulati durante la Conferenza dei Servizi, che accordavano al Progetto Rebeldia gli spazi abbandonati di Via Andrea Pisano come sede appropriata per la continuazione e proliferazione delle attività, l'amministrazione comunale ha disatteso ogni impegno preso con le 33 associazioni.
Il progetto Cabron nasce nel 2009 all'interno del Progetto Rebeldia già affetto dal problema degli spazi, è costretto a crescere nella precarietà, vedendo fortemente limitate le possibilità di maturazione in un ambiente plurale, le sue potenzialità e la vivacità con cui porta avanti le proprie attività.

Il "ground zero" di Via Battisti costituisce un richiamo, anche visivo, al primo "buco" di escavazione del Rebel Train posto di fronte al Comune: dove l'istituzione ha saputo solo scavare, distruggere per poi lasciare al degrado quest'area, senza un effettivo inizio del lavori della Sesta Porta, Cabron pone la sua fermata, segnando la sua definitiva e determinata immissione sul treno rebelde.  
Il progetto Sesta Porta costituisce ad oggi una delle speculazioni edilizie più lampanti in città, un progetto di riqualificazione basato sul cemento, sulla videosorveglianza, sulle attività commerciali, a scapito di un complesso tessuto sociale, desideroso di aggregarsi, socializzare, fare politica, produrre cultura.

Il Progetto Cabron è in procinto di fondare il presidio di Libera Pisa, che si proporrà come centro catalizzatore di attività legate alla creazione di una cittadinanza responsabile, fondata sui temi della legalità e della lotta alla mafia.
Cabron e Libera scelgono questo spazio perché da anni costruisce un'alternativa politica e sociale concreta, dalla quale può partire quella rivoluzione, in termini di etica e cittadinanza, che costituisce uno dei pilastri di tali associazioni.
Questa scelta rilancia l'esigenza di uno spazio che possa promuovere la crescita di tutte le nuove realtà associative come la nostra, che scelgono la rete del Progetto Rebeldia.
La battaglia per l'assegnazione diretta di Via Andrea Pisano costituisce la nostra prima lotta di legalità sul territorio".




 

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