Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza dei Miracoli

Bancarelle in Piazza Duomo: è scontro tra Confcommercio e Amici di Pisa

Una dura risposta quella dell'associazione di categoria pisana dopo le dichiarazioni degli Amici di Pisa che chiedono la rimozione delle bancarelle davanti alla Torre Pendente

Resta infuocata la questione della rimozione delle bancarelle in Piazza dei Miracoli che ha visto lo schieramento di due fazioni contrapposte: favorevoli e contrari. Dopo il comunicato degli Amici di Pisa, in cui veniva manifestato il pieno appoggio all'intenzione dell'amministrazione comunale di spostare le bancarelle, ecco la risposta al veleno del vicedirettore di Confcommercio Pisa Elisabetta Ficeli.

"La mancanza di una qualche forma di conoscenza anche elementare della storia e della presenza delle bancarelle in piazza del Duomo, costringe il dottor Franco Ferraro ad una risposta pubblica del tutto priva di argomenti. Con uno stile dal sapore vagamente moraleggiante, ci accusa di essere inverecondi, indegni e inveritieri, ma nel merito della questione non dice una parola che sia una. Si permette di paragonare con leggerezza i centinaia di venditori abusivi irregolari che gravitano nella zona del Duomo, spacciatori di merce spesso illegale e contraffatta, con gli imprenditori delle bancarelle, venditori in tutto e per tutto regolari, che hanno acquistato una licenza, che pagano imposte e tasse, che vendono prodotti legali, secondo quanto previsto dal piano del commercio del comune.

Come può l'esimio dottor Ferraro non comprendere l'abissale differenza tra un caso di perpetua violazione delle leggi e l'altro di segno completamente opposto? Confcommercio Pisa è schierata da sempre per il rispetto delle leggi e delle regole, a qualunque latitudine, chiunque riguardi. Non ci sentiamo affatto né inverecondi né indegni, tutt'altro, difendiamo con orgoglio le ragioni di questi onesti lavoratori, difendiamo con coscienza le loro famiglie, difendiamo con forza il loro diritto ad un futuro dignitoso.


Questo gioco al massacro, questa violenta criminalizzazione di una intera categoria, dietro il fin troppo comodo paravento di una estetizzazione estrema, da parte di una piccola èlite inascoltata, ormai decadente e oscurantista, è per noi inaccettabile. Tanto più in una città come Pisa, devastata sul piano urbanistico, trascurata sul piano della pulizia, indifesa su quello del commercio abusivo e della micro-criminalità. Le bancarelle non sono e non possono essere un problema. Esercitano un diritto, guadagnato sul campo e sul gradimento di migliaia di turisti. Il Bello - dicevano i Greci - non può stare senza il Buono. Nelle parole e nello sguardo di Ferraro non troviamo purtroppo né l'uno, né l'altro".

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